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	<title>Verdi per la Costituente ecologista &#187; Rassegna Stampa</title>
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	<description>La sede virtuale della Federazione dei Verdi di Ferrara</description>
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		<title>La civetta</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:43:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito l&#8217;ultimo numero de La Civetta, mensile di informazione locale edito dal circolo culturale &#8220;RANA-RE&#8221;. Scaricalo in formato pdf: la_civetta_ottobre_2011_bassa.pdf.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/Schermata-2011-10-27-a-15.42.12.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1751" title="Schermata 2011-10-27 a 15.42.12" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/Schermata-2011-10-27-a-15.42.12-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a>E&#8217; uscito l&#8217;ultimo numero de La Civetta, mensile di informazione locale edito dal circolo culturale &#8220;RANA-RE&#8221;.</p>
<p>Scaricalo in formato pdf: <a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/la_civetta_ottobre_2011_bassa1.pdf">la_civetta_ottobre_2011_bassa.pdf</a>.</p>
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		<title>L&#8217;acqua ferma l&#8217;onda liberista.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 15:07:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riproponiamo l&#8217;articolo di Emilio Molinari per il Corriere della Sera di Giovedì 16 giugno. Il referendum sul nucleare ha tirato la volata, ma quello sull&#8217;acqua ci ha messo l&#8217;anima profonda del cambiamento. Ha interrotto una lunga fase, non solo quella di Berlusconi, ma quella del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/bandiera.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1596" title="bandiera" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/bandiera-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Riproponiamo l&#8217;articolo di Emilio Molinari per il Corriere della Sera di Giovedì 16 giugno.</p></blockquote>
<p>Il referendum sul nucleare ha tirato la volata, ma quello sull&#8217;acqua ci ha messo l&#8217;anima profonda del cambiamento.</p>
<p>Ha interrotto una lunga fase, non solo quella di Berlusconi, ma quella del liberismo senza limiti di Regan, del ritiro della politica da ogni idea pubblica che ha contaminato tutti.</p>
<p>Viene da lontano, è figlia dei Forum Sociali Mondiali e di un lungo lavoro culturale di 11 anni e di lotte, che hanno scavato nelle coscienze dei cittadini, di dialogo con la chiesa e di confronto-scontro coi partiti.</p>
<p>Le privatizzazioni caratterizzeranno il dopo referendum e il dopo Berlusconi. Ma non si potrà ignorare che i cittadini hanno detto: che il servizio idrico va gestito pubblicamente e che vogliono partecipare alla definizione delle scelte che si faranno, sapendo che si scontreranno con destra e sinistra, ma sopratutto con Confindustria, Federutilty, multinazionali che hanno ripetutamente detto che le privatizzazioni devono stare al centro dell&#8217;iniziativa di qualsiasi governo.</p>
<p>C&#8217;è in giro il timore di un nuovo “fantasma che si aggira per il mondo”&#8230;Ed è il fantasma della partecipazione che si fa soggetto organizzato in reti nazionali ed internazionali, capace di darsi obbiettivi a tutti i livelli: dal fermare la mercificazione dell&#8217;acqua potabile, all&#8217;affermazione del diritto umano nelle istituzioni internazionali. Che ha rivitalizzato come in Uruguay e Berlino il referendum strumento della sovranità popolare. Ha introdotto il linguaggio dei beni comuni di cui oggi tutti parlano. Che non divide i popoli, non demonizza i partiti per trovare un proprio consenso, ma cerca consenso tra la gente per cambiare la cultura dei partiti e portarli a battersi con noi come è avvenuto in parte nei referendum.</p>
<p>Non ha chiesto: stai con Berlusconi o contro? Ha detto a tutti: guardate al mondo e ai suoi terribili problemi, sono anche nostri. Ban Ky-Moon nel 2008 ebbe a dire che siamo di fronte a una grande crisi idrica mondiale ed a una grande crisi energetica che si alimentano e provocano altre crisi, compresa quella alimentare.</p>
<p>Volevamo parlare di questo. Chiedere: perché l&#8217;accesso ai beni comuni indispensabili alla vita e che scarseggiano, deve essere regolato dal mercato?</p>
<p>Esiste ancora un interesse pubblico e una fiscalità generale? L&#8217;acqua potabile è un bene comune oppure per il fatto che occorrono interventi industriali, la sua natura diventa economica, il suo accesso diventa individuale, regolato dal mercato?</p>
<p>L&#8217;acqua è un diritto umano o è solo un bisogno individuale che si compera come sostengono le multinazionali e i Forum Mondiali dell&#8217;acqua partecipati da 160 governi?</p>
<p>Noi non abbiamo parlato di gratuità. Avremmo voluto spiegare che vogliamo garantire il diritto a tutti, a carico della fiscalità, 50 litri al giorno per persona come sostiene l&#8217;OMS e dopo tale consumo una tariffa progressiva sempre più cara per garantire il risparmio.</p>
<p>Per paura ci hanno resi muti. Ha parlato la politica, che trasversalmente volle le privatizzazioni, e rancorosi economisti senza anima che hanno ridotto tutto ad una questione di fredda contabilità.</p>
<p>Il soggetto della partecipazione esiste. Ora i partiti non sono i soli soggetti della politica, ma anche i movimenti. Un protagonista in più, che vuole incontrare con pari dignità i partiti e le istituzioni, riproporre la propria legge di iniziativa popolare che il governo non volle discutere e aprire il grande tema della costituzionalizzazione dei beni comuni.</p>
<p>I referendum sull&#8217;acqua ci segnala un cambiamento epocale il cui motore è stata l&#8217;acqua. Prendetene atto e non parlate sempre da contabili.</p>
<p>Emilio Molinari</p>
<p>15.6.2011</p>
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		<title>Porto Tolle, dal Consiglio di Stato alt a conversione a carbone</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 14:12:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Da Qualenergia) La sesta sezione del Consiglio di Stato ha bloccato la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle accogliendo il ricorso di una serie di associazioni ambientaliste, di alcuni amministratori locali e di cittadini contro il decreto VIA concesso nel luglio del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_571" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/porto-tolle-01.jpg"><img class="size-medium wp-image-571" title="porto-tolle-01" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/porto-tolle-01-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto da greenpeace.it</p></div>
<p>(Da <a href="http://qualenergia.it/articoli/20110517-porto-tolle-dal-consiglio-di-stato-alt-conversione-carbone">Qualenergia</a>) La sesta sezione del Consiglio di Stato ha bloccato la conversione a  carbone della centrale Enel di Porto Tolle accogliendo il ricorso di una  serie di associazioni ambientaliste, di alcuni amministratori locali e  di cittadini contro il decreto VIA concesso nel luglio del 2009 dal  Ministero dell&#8217;Ambiente.</p>
<div>
<p>Il  Consiglio Stato ha annullato  il  decreto con cui il 29 luglio 2009 il ministero dell&#8217;Ambiente aveva dato  parere positivo sulla compatibilità ambientale al progetto di  riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. La  Sesta  sezione del Consiglio di Stato, presieduta dalla Dott.ssa Rosanna De  Nictolis, ha <strong>annullato il decreto firmato dal Ministro Prestigiacomo</strong>,  accogliendo un ricorso presentato dal WWF Italia, Greenpeace, Italia  Nostra e numerose associazioni di operatori economici e del turismo  della zona di Porto Tolle. La sentenza del Consiglio di Stato ha  ribaltato  l&#8217;esito della decisione del Tar del Lazio, che il 6 giugno  2010 aveva invece respinto il ricorso delle associazioni ambientaliste e  degli operatori del turismo.</p>
<p>In attesa di leggere le motivazioni della sentenza<strong> </strong>il <strong>WWF</strong> intanto dichiara, con grandissima soddisfazione, che finalmente sono  state accolte le argomentatissime ragioni giuridiche e ambientali  portate dinanzi al giudice amministrativo dall’Avv. Matteo Ceruti di  Rovigo, quelle  stesse ragioni  che avrebbero dovuto  indurre  il   Ministro dell’Ambiente a dire di &#8220;no&#8221; alla compatibilità ambientale  della riconversione a carbone di Porto Tolle.<br />
Ora dovrà  essere revocato anche il successivo decreto del Ministero dello Sviluppo  economico del 5 gennaio 2011 recante Autorizzazione Unica alla società  ENEL che consente l’apertura dei cantieri per la riconversione a carbone  della centrale di Porto Tolle.</p>
<p>“Il carbone è il combustibile fossile che  maggiormente contribuisce alle emissioni di anidride carbonica e,  quindi, ad aggravare il fenomeno dei cambiamenti climatici – ha detto  Stefano Leoni, presidente del WWF Italia &#8211; E’ inoltre molto dannoso per  la salute della popolazione e per le attività economiche,  dall’agricoltura al turismo. E’ ora che la politica energetica italiana  si affranchi dagli interessi di parte, che siano il nucleare o il  carbone. Il futuro è nell’efficienza energetica e nelle rinnovabili”.</p>
<p>(vedi anche Qualenergia.it, <a title="L'avallo del Governo al carbone di Enel" href="http://www.qualenergia.it/articoli/20110110-l-avallo-del-governo-al-carbone-di-enel" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;avallo del Governo al carbone di Enel</span></a>)</p>
<p><strong>LA STORIA</strong><br />
La centrale  termoelettrica Enel situata a Porto Tolle &#8211; una delle più grandi  d’Europa  e nel cuore di una delle aree naturali più importanti delicate  quali il Delta del Po - ancor prima del progetto di conversione a  carbone è già stata oggetto di condanne penali per gravi episodi di  inquinamento attraverso due processi in cui i vertici amministrativi e  tecnici dell’Enel sono stati condannati per violazione della normativa  in tema di tutela delle risorse idriche e  per danno ambientale.</p>
<p>Si tratta di una vicenda grave, poco  chiara, in cui ancora una volta a prevalere erano stati gli interessi  leciti ma privati di un’azienda l’Enel &#8211; che peraltro non ha neanche più  il monopolio in Italia sulle questioni energetiche – a grave danno dei  ben più rilevanti interessi pubblici – salute, ambiente, scelte  energetiche oculate &#8211; che dovrebbero essere tutelate dal Governo ad  iniziare dal Ministro dell’Ambiente. Neanche la crisi economica  (accompagnata dal solito ricatto occupazionale per i dipendenti della  centrale) può giustificare una scelta così miope. Ed ancora una volta,  solo grazie alla mobilitazione di associazioni ambientaliste (unite ai  cittadini ed agli imprenditori locali) si è riusciti a bloccare un  progetto nefasto per ambiente, salute ed economia.<strong> </strong></p>
<p><strong>I 4 punti ‘dolenti’ della vicenda Porto Tolle secondo il WWF:</strong></p>
<p>- <em>UNA CENTRALE ‘SOTTO OSSERVAZIONE DELLA PROCURA’ </em>-  La Procura di Rovigo ha avviato nuove indagini anche sul progetto di  riconversione e ha disposto una consulenza-perizia, inviata nel giugno  2008 dalla Procura al Ministero dell’Ambiente. La perizia ha evidenziato  numerose e gravi carenze nel progetto in ordine agli impatti ambientali  (aria, acque, rifiuti, biodiversità per le ricadute negative sull’area  naturale e Parco delta del Po). Il documento critica aspramente la  scelta dell’Enel per il carbone, giustificata perché il carbone è  “economicamente competitivo” rispetto ad altre scelte possibili (ad  esempio al gas-ciclo combinato).</p>
<p>- <em>VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE INEVITABILE</em>:  Le perizie della Procura sono così dettagliate e articolate, ed  evidenziano tali contraddizioni e lacune da far ritenere sorprendente  che la Commissione VIA presso il Ministero dell’Ambiente potesse  sostenere argomenti contrari, vista l’evidente incompatibilità  ambientale del progetto.</p>
<p>- <em>RISCHIO VIOLAZIONE NORME UE</em>:  Il Governo inoltre ben conosceva i problemi che potrebbero sorgere con  l’Unione Europea, che potrebbe   pronunciarsi se il progetto dovesse  essere andare avanti, poiché molte aree del Delta del Po sono vincolate  da direttive comunitarie.</p>
<p>- <em>IL CARBONE PULITO NON ESISTE</em>:   Il WWF, che segue da anni le vicende processuali e amministrative della  centrale Enel di Porto Tolle, ritiene che la riconversione di Porto  Tolle a carbone sia del tutto sbagliata perché questo è tra i  combustibili fossili quello che presenta le maggiori emissioni di  anidride carbonica, il gas ad effetto serra maggiormente responsabile  del riscaldamento climatico globale. Occorre infatti rammentare che  anche avvalendosi delle migliori tecnologie gli impianti a carbone hanno  emissioni più che doppie rispetto a quelle di un ciclo combinato a gas:  all’atto pratico <strong>per ogni kWh di energia elettrica prodotta da carbone </strong>si emettono <strong>oltre 770 gCO2 contro i 365 di un ciclo combinato a gas</strong>.  Il nostro Paese che già sta andando in direzione opposta rispetto al  Protocollo di Kyoto e ai nuovi impegni di riduzione delle emissioni (di  almeno il 20% entro il 2020) farebbe meglio a investire in efficienza e  fonti rinnovabili di energia che non solo ci permetterebbero di  affrancarci dalla dipendenza energetica, ma permetterebbero un rilancio  dell’economia in chiave sicuramente più sostenibile rispetto al puntare  su combustibili fossili e nucleare.<br />
Peraltro tutte le performance  ambientali di una centrale a carbone sono estremamente più negative:  dalle emissioni di sostanze inquinanti (ossidi di zolfo, ossidi d’azoto,  polveri fini, mercurio, arsenico, ecc.), consumi di acqua e materie  prime, produzione di rifiuti, ecc., a dimostrazione che il carbone  pulito non esiste.</p>
<p>(da comunicato stampa WWF)</p>
</div>
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		<title>Carcere affollato, ma con attività</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 17:34:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carcere affollato, ma con attività La visita dei consiglieri Sel tra luci e ombre La Nuova Ferrara del 05/04/2011 , articolo di MARGHERITA GOBERTI ed. Nazionale p. 19 Con l&#8217;ultimo detenuto entrato proprio ieri mattina durante la visita dei consiglieri regionali Gabriella Meo, capogruppo Sel,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carcere affollato, ma con attività<br />
La visita dei consiglieri Sel tra luci e ombre</strong></p>
<blockquote><p>
La Nuova Ferrara del 05/04/2011 , articolo di MARGHERITA GOBERTI  ed. Nazionale  p. 19 	</p></blockquote>
<p>Con l&#8217;ultimo detenuto entrato proprio ieri mattina durante la visita dei consiglieri regionali Gabriella Meo, capogruppo Sel, Verdi e Gianguido Naldi del Sel, sono 463 gli ospiti del carcere di via Arginone; di questi 35 sono nel reparto collaboratori di giustizia, mentre altri, per aver commesso reati che potrebbero provocare ritorsioni da parte degli altri detenuti, si trovano in un&#8217;ala protetta. «Quasi tutte le celle sono sovradimensionate rispetto al numero previsto &#8211; ha dichiarato Naldi dopo aver completato il giro nella casa circondariale accompagnato da Sergio Golinelli e dal direttore Francesco Cacciola che ne ha favorito completamente l&#8217;ispezione &#8211; Infatti essendo 9 metri quadrati ciascuna, dovrebbero ospitare una sola persona e non tre come invece accade per altro in ogni carcere della regione». Nonostante questa situazione e qualche infiltrazione d&#8217;acqua il nostro non è stato comunque giudicato come il peggiore istituto di pena dell&#8217;Emilia Romagna, primato che spetta a Forlì: «Quello che invece abbiamo trovato particolarmente positivo &#8211; ha aggiunto Gabriella Meo &#8211; è l&#8217;attività che si svolge sia internamente, come quella del teatro e del recupero di rifiuti elettrici ed elettromagnetici, sia esternamente; questo lavoro però è riservato a pochi rispetto al numero complessivo dei reclusi. Ho infine apprezzato la compresenza di una cappella cattolica e di uno spazio per i musulmani &#8211; che non avevo riscontrato in nessun altro carcere &#8211; perché tutto può contribuire a riconsegnare alla società un individuo riabilitato».<br />
Anche Naldi ha concordato sull&#8217;importanza per i detenuti di poter svolgere un&#8217;attività e per questo ha auspicato che i tossicodipendenti possano essere ospitati in comunità di recupero mentre altre soluzioni dovrebbero essere previste per i clandestini che sono ormai il 15%.</p>
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		<title>«Agli italiani il nucleare non piace»</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 07:39:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Agli italiani il nucleare non piace» Protesta davanti al Castello contro le centrali, si teme anche per l&#8217;Emilia &#8211; «Va rispettata la volontà già espressa con il referendum» La Nuova Ferrara del 08/11/2010 , articolo di FABIO TERMINALI ed. Nazionale p. 8 No al nucleare,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Agli italiani il nucleare non piace»</strong><br />
Protesta davanti al Castello contro le centrali, si teme anche per l&#8217;Emilia &#8211; «Va rispettata la volontà già espressa con il referendum»</p>
<blockquote><p>La Nuova Ferrara del 08/11/2010 , articolo di FABIO TERMINALI  ed. Nazionale  p. 8 </p></blockquote>
<p>No al nucleare, senza se e senza ma. Un centinaio di persone, ieri mattina, hanno manifestato in centro contro l&#8217;atomo. Il presidio simbolico ha preso la forma di una catena umana attorno al Castello, da piazza Savonarola all&#8217;angolo dei 4S.<br />
La mobilitazione si è svolta per ricordare, a 23 anni di distanza, il rifiuto della grande maggioranza degli elettori alla presenza di centrali nucleari in Italia. «Vogliamo difendere la qualità della nostra vita e del nostro ecosistema, per preservare la volontà popolare del rifiuto al nucleare, democraticamente e indiscutibilmente espressa col referendum dell&#8217;8 novembre 1987», hanno spiegato i dimostranti. Che sottolineano come «con il movente della crisi energetica il governo voglia imporre la costruzione sul suolo italiano di quattro centrali nucleari, di cui uno si dice sarà vicino a casa nostra». Gli spettri sono la riapertura di Caorso e la realizzazione di un impianto lungo il Po in territorio emiliano, oltre allo stoccaggio di scorie radioattive. Contro queste possibilità si è espresso nei giorni scorsi il consiglio regionale, approvando una risoluzione (favorevoli la maggioranza di centrosinistra e il Movimento 5 stelle; contrari Pdl e Lega), che impegna la giunta a dichiarare indisponibile il territorio emiliano-romagnolo all&#8217;installazione o attivazione di centrali nucleari. Il governo Berlusconi però va avanti e ha nominato i vertici dell&#8217;Agenzia per la sicurezza nucleare, il cui presidente è da venerdì Umberto Veronesi. All&#8217;iniziativa antinucleare hanno aderito numerose sigle politiche, sindacali e associative estensi: Legambiente, Rete Lilliput, Libera, Emmaus, Grilli Estensi, Pax Christi, Comitato Ferrara città sostenibile, Cittadini della Nuova Resistenza amici di Borsellino e Sch÷nau, Ingegneria senza frontiere, Gentedisinistra, La Fabbrica di Nichi di Ferrara, Noi Cento, Fp-Cgil, Cgil, Usb, Verdi per la Costituente ecologista, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori.</p>
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		<title>Io Cambio! Appello per una costituente ecologista, civica e democratica</title>
		<link>http://www.verdi.ferrara.it/sito/2010/09/27/io-cambio-appello-per-una-costituente-ecologista-civica-e-democratica/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 17:22:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io Cambio! Decidere il futuro Appello per una costituente ecologista, civica e democratica Aderite su: http://www.costituentecologista.it/ Io Cambio!Noi che amiamo profondamente l’Italia e abbiamo a cuore il futuro dell’Europa e dell’intero nostro Pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uki7kg68_oc?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Uki7kg68_oc?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/costituentecologista.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1307" title="costituentecologista" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/costituentecologista.jpg" alt="" width="220" height="153" /></a><strong>Io Cambio!<br />
Decidere il futuro<br />
Appello per una costituente ecologista, civica e democratica</strong></p>
<p><strong>Aderite su: </strong><a href="http://www.costituentecologista.it/">http://www.costituentecologista.it/</a></p>
<p>Io Cambio!Noi che amiamo profondamente l’Italia e abbiamo a cuore il futuro dell’Europa e dell’intero nostro Pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo.</p>
<p>Pensiamo ad una ricostruzione politica, ideale e morale del nostro paese, per cui l’interesse generale prevalga sulla proliferazione degli interessi individuali, di clan e corporazione, gli stessi che favoriscono la ripresa della corruzione. Il patto civile, per noi, si fonda sul rispetto degli altri e della legge, sulla solidarietà e sul senso di responsabilità, sulla partecipazione e sull’ecologia della politica. Provvedimenti che legalizzano le immoralità e le illegalità sono inaccettabili in un paese civile e democratico.</p>
<p>Il contrasto ai cambiamenti climatici, alla grave compromissione degli ecosistemi e alla povertà sociale, fenomeni strettamente connessi, deve rappresentare la priorità dell’azione di ogni governo, a livello locale, nazionale ed europeo, attraverso politiche coraggiose e innovative, capaci di realizzare una svolta profonda e di assicurare un futuro anche alle generazioni che verranno dopo di noi. Già oggi, per noi stessi, questa svolta è ineludibile: è nell’arco della nostra stessa vita, infatti, che la crisi ecologica può farsi insostenibile.</p>
<p>L’ambiente, la società e i cittadini pagano pesantemente lo sfaldamento selvaggio della struttura dello Stato e delle istituzioni democratiche. Il federalismo demaniale non è nient’altro che una grande speculazione edilizia e immobiliare fatta ai danni del patrimonio pubblico, con un ambiente sempre più dissestato e inquinato, con un paesaggio sempre più imbruttito da cemento e asfalto. Tutto ciò mette gravemente in pericolo l’agricoltura di qualità, il turismo, i beni artistici, ambientali e soprattutto la salute degli italiani e il futuro del lavoro nel nostro Paese.</p>
<p>La responsabilità verso l’intero Pianeta, e in particolare verso l’Italia e l’Europa, è alla base del nostro impegno. Va cambiato l’attuale modello di sviluppo economico e di consumi, responsabile dei cambiamenti climatici e globali in atto, basato sull’uso delle fonti fossili e su un consumo senza limiti delle risorse naturali, su produzioni intensive animali, che ha generato e genera nella Terra povertà, squilibri e guerre. Va superato il P.i.l. con nuovi indicatori che sappiano valutare lo sviluppo prima di tutto in termini di benessere sociale e ambientale che non consideri i cittadini semplici consumatori bensì dei soggetti portatori di diritti e capaci di responsabilità.<br />
La decisione di riportare l’Italia a produrre obsoleta energia nucleare è sbagliata ed economicamente non conveniente. Il futuro energetico dell’Italia e del mondo non può essere l’attuale nucleare, con il drammatico problema delle scorie radioattive e della sicurezza. Una nuova politica energetica e industriale deve basarsi sulle energie pulite, sul risparmio e l’efficienza, puntando fortemente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, per aprire l’era della green economy e liberarci dalla schiavitù e dalla prospettiva cieca delle fonti non rinnovabili.</p>
<p>La crisi economica è anche sociale ed ambientale e per uscirne senza ricreare i meccanismi perversi del passato è necessario avviare una riconversione ecologica dell’economia e realizzare una riforma etica della finanza. Dobbiamo difendere le famiglie italiane e milioni di persone dal rischio della povertà e valorizzare la cultura, la sanità, la scuola e la ricerca del nostro paese Per questo chiediamo in alternativa una drastica riduzione delle spese per armamenti, che in Italia hanno un costo di oltre 30 miliardi di euro e la cancellazione di opere inutili a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina.</p>
<p>Una nuova politica è necessaria per fermare il consumo del territorio ed affrontare il problema smog nelle città, trasformatosi in una vera e propria emergenza sanitaria, investendo prioritariamente sul riuso del patrimonio abitativo, sul trasporto pubblico e nella difesa del suolo. Ci sentiamo profondamente impegnati nella tutela dei diritti degli animali e nel batterci contro i tentativi di liberalizzazione della caccia. L’acqua bene comune è un elemento strategico, nell’ambito di una seria politica ecologica e dei diritti, e per questo intendiamo dedicare ogni sforzo, a livello locale e nazionale, per la vittoria del referendum. Va tutelata la biodiversità e valorizzata l’agricoltura biologica e di qualità, libera da ogm. Il diritto all’ambiente, il rispetto della dignità degli animali in quanto esseri senzienti e il principio di precauzione devono essere costituzionalmente garantiti, mentre il nostro codice penale deve essere modificato per assicurare più efficacemente alla giustizia eco-mafiosi ed eco-criminali. Lavoriamo per una politica dei rifiuti che ne riduca la produzione, che si basi sulla raccolta differenziata, il riciclaggio e che utilizzi le nuove tecnologie alternative all’incenerimento. Il nostro impegno vuole essere finalizzato anche e particolarmente all’ecologia della politica, per la trasparenza istituzionale, per la riduzione dei costi della politica, per la partecipazione dei cittadini, per la valorizzazione degli strumenti e istituti di democrazia diretta a partire dalle città che dovranno diventare i luoghi del coinvolgimento diretto dei cittadini nella politica pubblica.</p>
<p>Siamo convinti che uno dei pilastri su cui costruire il futuro del nostro paese sia quello dell’istruzione, della scuola, dell’università, della ricerca e della cultura, che possa permettere all’Italia di costruire strutturalmente le condizioni per un vero “sviluppo”, inteso come crescita personale e sociale, non costringendo i giovani a diventare “cervelli in fuga” o precari a vita.</p>
<p>Vogliamo dare il nostro contributo alla nascita di una moderna e ampia aggregazione ecologista, civica e democratica che &#8211; come accade in Europa con i significativi successi delle forze ecologiste &#8211; sappia affrontare questo insieme di problemi unendo in una nuova stagione di impegno civile e politico le migliori intelligenze, esperienze, associazioni, realtà politiche e sociali in un movimento federato che costruisca anche una nuova credibilità in politica degli ecologisti italiani. Vogliamo costruire insieme un nuovo soggetto politico che sia costituito da una rete locale e nazionale, aperta, libera e plurale, e che sappia rivolgersi, trasversalmente e senza gli antichi confini ideologici, a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, che sappia parlare ai più giovani, che li sappia incontrare e coinvolgere, per rispondere positivamente alla domanda di cambiamento e di partecipazione che viene dal nostro Paese e al grido di aiuto che sale dal nostro Pianeta, con voci innumerevoli, di ogni specie vivente.</p>
<p>Per queste ragioni e per avviare la Costituente Ecologista invitiamo tutte le persone e realtà sociali interessate a discuterne a metà ottobre per cominciare a costruire insieme il percorso e i contenuti di questa proposta.<br />
Per ottenere la più ampia partecipazione e adesione  vi sollecitiamo a diffondere  questo Appello attraverso il sito della Costituente Ecologista<br />
Aderite su: <a href="http://www.costituentecologista.it/">http://www.costituentecologista.it/</a>Ecco la registrazione, da <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/311605/lappello-dal-titolo-io-cambio-per-la-costituente-ecologista">radioradicale</a>, della conferenza stampa di presentazione dell&#8217;Appello per la Costituente ecologista:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="24" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/311605?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/311605?30105" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24" src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/311605?30105" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/311605?30105"></embed></object></p>
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		<title>Bonelli. La ricerca di visibilità di Di Pietro rischia di farci perdere la battaglia sull&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 17:56:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adesso il rischio è che non si raggiunga il quorum. E’ questo il timore più grande delle associazioni, e del fronte della società civile, che da tempo s’era mobilitata contro la privatizzazione dell’acqua, di fronte la notizia della presentazione dei quesiti referendari in Cassazione da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/acqua_pubblica.jpg"><img src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/acqua_pubblica-300x300.jpg" alt="" title="acqua_pubblica" width="300" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1092" /></a>Adesso il rischio è che non si raggiunga il quorum. E’ questo il timore più grande delle associazioni, e del fronte della società civile, che da tempo s’era mobilitata contro la privatizzazione dell’acqua, di fronte la notizia della presentazione dei quesiti referendari in Cassazione da parte del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Una mossa, quella del leader Idv, già annunciata in campagna elettorale, che ha finito per creare non pochi dissensi tra chi, i quesiti referendari contro la privatizzazione del bene più prezioso, li aveva già depositati lo scorso 31 marzo. Un gesto, quello dell’ex magistrato, che di fatto dà l’avvio a due distinte campagne referendarie, che con molta probabilità finiranno per creare confusione tra i cittadini, col rischio dunque che al momento del voto si crei una frammentazione che non consentirà di raggiungere il quorum necessario. “E’ surreale – ha commentato Ciro Pesacane, presidente del Forum Ambientalista – adesso avremo due campagne referendarie contro la privatizzazione dell’acqua: una di noi associazioni che da sempre ci battiamo in difesa dell’oro blu e che abbiamo consegnato i requisiti in Cassazione lo scorso 31 marzo, ed ora, una dell’Idv. Mi complimento con Di Pietro, che è riuscito a rompere il fronte unitario, depotenziando così lo strumento referendario. Se non raggiungeremo il quorum sappiamo già con chi prendercela”. Duro l’affondo del leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che parla senza mezzi termini di “scelta unilaterale” di Italia dei Valori: “Quella di Di Pietro è una forma di cannibalismo dell’ambientalismo e dei movimenti che si stanno battendo per l’acqua pubblica. E’ ormai chiaro che la decisione dell’Idv di presentare da sola i referendum ha solo un carattere di mera e semplice strumentalità politica per crearsi solo un consenso nell’immediato senza preoccuparsi minimamente di vincere la battaglia referendaria”. Per il presidente del Sole che ride grazie a quella che chiama “una scelta irresponsabile”, si va verso una sconfitta dei quesiti referendari: “Coloro i quali – ha detto Bonelli – hanno voluto la privatizzazione dell’acqua e che vogliono le centrali nucleari, potranno brindare alla scelta assunta da Di Pietro, perché il raggiungimento del quorum diventa molto lontano. Va ricordato all’onorevole Di Pietro, ha aggiunto il leader ambientalista – che il movimento per l’Acqua ha già presentato i quesiti referendari, e che la raccolta delle firme partirà già nei prossimi giorni: ci troviamo quindi di fronte ad una situazione surreale e paradossale, con due campagne di firme parallele sullo stesso tema”.</p>
<p>Dal sito dei <a href="http://verdi.it/acque/29394-bonelli-pur-di-avere-visibilita-di-pietro-rischia-di-far-perdere-la-battaglia-sullacqua.html">verdi</a> (via <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2010/04/09/di-pietro-si-beve-lacqua-di-tutti/">fioreblog</a>)</p>
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		<title>Migranti: la Lega attacca i Verdi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:35:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi il Resto del Carlino ha pubblicato una dichiarazione di uno dei candidati leghisti alle prossime regionali che ha attaccato i verdi per la loro adesione alla manifestazione del Primo Marzo. Ecco la risposta di Leonardo Fiorentini, candidato ecologista nella lista SEL-Idee Verdi. Bergamini, candidato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Oggi il Resto del Carlino ha pubblicato una dichiarazione di uno dei candidati leghisti alle prossime regionali che ha attaccato i verdi per la loro adesione alla manifestazione del Primo Marzo. Ecco la risposta di <a href="http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2010/02/26/un-patto-con-la-lega/">Leonardo Fiorentini</a>, candidato ecologista nella lista SEL-Idee Verdi.</p></blockquote>
<p>Bergamini, candidato della Lega alle regionali, <a href="http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/wp-content/uploads/rdc_migranti_26feb.pdf">accusa</a> i Verdi di  occuparsi di migranti solo in occasione delle elezioni. Non è vero, ma  non sta qui il punto. Il vero problema del nostro paese è un altro: è la  Lega a occuparsi un po&#8217; troppo, e orribilmente, di migranti. Promuovendo  leggi criminogene come la Bossi-Fini, respingendo disperati in mezzo al  mare, fomentando l&#8217;odio razziale, cavalcando la paura nei confronti di  chi è un po&#8217; troppo diverso da noi. Probabilmente qualcuno <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2009/11/29/non-e-uno-di-noi/">ricorda</a> il  sindaco leghista di Cocquio, il paesello dell´ormai celebre “delitto  delle mani mozzate“: tirò un sospiro di sollievo quando scoprì che  l´assassino &#8220;non è uno di noi, abita a nove chilometri&#8221;.</p>
<p>Del resto se fosse per la Lega vivremmo tutti a <a href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDiDanieleSensi/~3/Wo0-4p5s_Yc/asilo-pubblico-riservato-ai-bambini.html">Goito</a>, dove non si  possono iscrivere i figli all&#8217;asilo se non ci si dichiara cristiani. E&#8217;  la stessa Lega che, nell&#8217;ergersi paladina della &#8220;cristianità&#8221;, ne nega  ogni giorno i principi fondamentali (l&#8217;amore e la fratellanza)  costringendo centinaia di migliaia di persone a nascondersi, a vivere  nelle fabbriche in disuso, a morire di sete attraversando il  mediterraneo. E sono gli stessi leghisti che su Radio Padania <a href="http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDiDanieleSensi/~3/FXnii_vDhZk/radio-padania-purtroppo-gli-immigrati.html">maledicono</a> quei sindacati e quelle associazioni cattoliche che li aiutano  &#8220;informandoli esageratamente&#8221; sulle leggi in vigore.</p>
<p>Caro Bergamini, le propongo un patto. Noi non ci occuperemo più di  migranti in campagna elettorale, tanto è evidente che non siamo bravi  quanto voi a sobillare e cavalcare le paure della gente. Però voi non ve  ne occuperete più per i restanti 11 mesi all&#8217;anno. Ci risparmieremo  tante tragedie, tanti morti e tanta sofferenza, sia italiana che straniera.</p>
<p><strong>Leonardo Fiorentini </strong><br />
candidato alle regionali della lista SEL-Idee Verdi</p>
<p>Scarica l&#8217;articolo del Resto del Carlino del 26 febbraio 2010: <a href="http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/wp-content/uploads/rdc_migranti_26feb.pdf">rdc_migranti_26feb</a></p>
<p>Vai al blog di <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2010/02/26/un-patto-con-la-lega/">Leonardo Fiorentini</a>.</p>
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		<title>Solidarietà al canapaio ducale di Parma</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luca Marola, titolare del Canapaio Ducale di piazzale Picelli a Parma è stato condannato in primo grado a 6 mesi e 300 euro di multa per istigazione all’uso di stupefacenti. L&#8217;inchiesta è partita dall&#8217;iniziativa della Procura di Ferrara che un annetto fa, forzando la legge...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Luca Marola, titolare del Canapaio Ducale di piazzale Picelli a Parma è stato condannato in primo grado a 6 mesi e 300 euro di multa per istigazione all’uso di stupefacenti. L&#8217;inchiesta è partita dall&#8217;iniziativa della Procura di Ferrara che un annetto fa, forzando la legge Fini-Giovanardi, aveva sequestrato e fatto chiudere centinaia di negozi di smart drug e canapai in tutta Italia (salvo dissequestrarli dopo i vari ricorsi vinti dagli esercenti). Anche per questo aderiamo alla catena lanciata dal blog di Fuoriluogo.it.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/wp-content/upload/Immagine-62.png"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-823" title="Immagine 62" src="http://www.fuoriluogo.it/blog/wp-content/upload/Immagine-62-150x150.png" alt="" width="150" height="150" align="right" /></a>Luca Marola, titolare del Canapaio Ducale di piazzale Picelli a Parma è stato condannato in primo grado a 6 mesi e 300 euro di multa per istigazione all&#8217;uso di stupefacenti. La pena è sospesa e mentre gli avvocati stanno preparando l&#8217;appello è iniziata una catena di solidarietà con il Canapaio Ducale, da un lato per sostenere le ingenti spese legali sostenute finora (3.000 euro) e che ancora dovranno essere sostenute per i ricorsi e gli appelli, dall&#8217;altro per opporsi alla repressione avviata in questi ultimi anni nei confronti dei consumatori di sostanze, ed in particolare dei consumatori di marijuana.</p>
<p>L&#8217;inchiesta sul negozio era partita circa un anno fa su iniziativa avviata dalla Procura di Ferrara che prese di mira numerosi canapai italiani e negozi di smart drugs. Di questi pochi vennero rinviati a giudizio e molta merce sequestrata fu restituita a seguito dei ricorsi vinti dai proprietari dei negozi. Il procedimento fu poi assegnato alle procure locali.</p>
<p>Già da subito dopo la sentenza &#8220;gli abitanti di piazzale Picelli &#8211; come racconta Marola a <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio/Vende-semi-di-canapacondannato-Marola/1835186">Repubblica Parma</a> &#8211; mi stanno dimostrando tutto il loro affetto, non appena s&#8217;è sparsa la voce della condanna si sono fatti avanti per esprimermi vicinanza&#8221;. Preoccupato dall&#8217;abuso di caffeina Marola ha detto basta: &#8220;a quel punto molti hanno iniziato a riempire il salvadanaio per le spese legali, che da giorni tengo in negozio&#8221;. Appoggio a Marola è ovviamente giunto dai clienti, molti dei quali &#8220;sono 60enni che vengono da me &#8211; dice a Repubblica &#8211; per comperare semplicemente semi di peperoncino o di pomodori&#8221;. Anche su internet è iniziata la campagna di solidarietà: sono centinaia i messaggi di sostegno su facebook.</p>
<p>Mercoledì 27 gennaio dalle 23 al Circolo ARCI MALE Club di Alberi è stata organizzata una serata di solidarietà e raccolta fondi per le spese legali nel processo che vede coinvolto il Canapaio Ducale di Parma. E&#8217; una delle prime iniziative di solidarietà a cui molti artisti hanno dato la loro adesione. Chi volesse esprimere vicinanza lo può fare lasciando un contributo nel salvadanaio in Piazza Picelli a Parma o acquistando a 10 euro la bandiera parmigiana antiproibizionista (nella foto).</p>
<p>A Luca Marola e al Canapaio Ducale va la solidarietà di Fuoriluogo e Forum Droghe. Da queste pagine lanciamo anche una catena di solidarietà, con le consuete modalità.<br />
<strong>Istruzioni per aderire:</strong></p>
<ol>
<li>Scrivete un post di solidarietà al Canapaio Ducale (o copiate questo post).</li>
<li>Inserite come tag: canapaio ducale, luca marola, solidarietà (e quelli che vi vengono in mente)</li>
<li>Linkate questo articolo e commentatelo segnalando la vostra adesione: <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2010/01/22/canapaio-ducale-condannato-la-catena-di-solidarieta/">http://www.fuoriluogo.it/blog/2010/01/22/canapaio-ducale-condannato-la-catena-di-solidarieta/</a></li>
<li>Copiate e incollate queste istruzioni, compresa la lista dei blog qui sotto</li>
<li>Hanno aderito: <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2010/01/22/canapaio-ducale-condannato-la-catena-di-solidarieta/">Fuoriluogo.it</a>, <a href="http://www.francocorleone.it/blog/2010/01/22/solidarieta-al-canapaio-ducale-di-parma/">Franco Corleone</a>, <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2010/01/22/solidarieta-al-canapaio-ducale/">Leonardo Fiorentini</a>, <a href="http://ilbaruffi.blogspot.com/2010/01/solidarieta-al-canapaio-ducale-di-parma.html">Maurizio Baruffi</a>, <a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/?p=1001">Verdi di Ferrara</a>.</li>
</ol>
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		<title>I Verdi contro il bavaglio alla rete</title>
		<link>http://www.verdi.ferrara.it/sito/2009/12/18/i-verdi-contro-il-bavaglio-alla-rete/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri mattina davanti a Montecitorio i Verdi hanno manifestato contro le leggi speciali e da regime degne del &#8220;Ventennio&#8221;. “L’aggressione da parte di uno squilibrato nei confronti del presidente Berlusconi, aggressione che tutti abbiamo condannato, non può essere il pretesto per mettere il bavaglio alla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/free-web.png"><img src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/free-web.png" alt="free-web" title="free-web" width="219" height="297" class="alignright size-full wp-image-979" /></a>Ieri mattina davanti a Montecitorio i Verdi hanno manifestato contro le leggi speciali e da  regime degne del &#8220;Ventennio&#8221;.</p>
<p>“L’aggressione da parte di uno squilibrato nei confronti del presidente Berlusconi, aggressione che tutti abbiamo condannato, non può essere il pretesto per mettere il bavaglio alla rete e alle web tv, con filtri e limitazioni che non esistono in nessuna democrazia occidentale”. Lo ha dichiarato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli al ritorno da Copenhagen e ha aggiunto : “Non basta che il presidente del Consiglio in carica controlli tutte le principali reti televisive pubbliche e private: ora si vuole mettere la censura anche alla rete che in ogni democrazia moderna è il luogo della libertà di espressione &#8211; conclude Bonelli -. Si tratta di una svolta degna dei peggiori regimi autoritari su cui, ne siamo sicuri, l’Europa non può tacere”.</p>
<p>Ecco il video, da <a href="http://www.youtube.com/user/verdiwebtv">verditv</a>:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zuWXpU2P_5M&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zuWXpU2P_5M&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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