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	<title>Verdi per la Costituente ecologista &#187; Temi</title>
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	<description>La sede virtuale della Federazione dei Verdi di Ferrara</description>
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		<title>Verdi: la miopia di Montanari (Pd) e i 3.000 ettari di boschi in meno</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:59:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa CON IL GOVERNO MONTI IN EMILIA ROMAGNA ELIMINATI 3.000 ETTARI DI BOSCHI. E IL PD ESULTA. CHIAMARLA MIOPIA E’ POCO. “Straordinario risultato” è l’espressione usata dal consigliere regionale del PD Roberto Montanari nel commentare l’articolo del Decreto sulle semplificazioni del governo Monti, che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/rinaturalizzazione.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1842" title="rinaturalizzazione" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/rinaturalizzazione.jpg" alt="" width="205" height="250" /></a>Comunicato stampa</div>
<div><strong>CON IL GOVERNO MONTI IN EMILIA ROMAGNA ELIMINATI 3.000 ETTARI DI BOSCHI. </strong></div>
<div><strong>E IL PD ESULTA. CHIAMARLA MIOPIA E’ POCO</strong>.</div>
<div>“Straordinario  risultato” è l’espressione usata dal consigliere regionale del PD  Roberto Montanari nel commentare l’articolo del Decreto sulle  semplificazioni del governo Monti, che consente in Emilia-Romagna di  eliminare 3.000 ettari di elementi naturali (siepi, boschetti, specchi  d’acqua), “1.300 solo in provincia di Ferrara”, aggiunge con orgoglio.  Si tratta degli interventi realizzati grazie alle misure agro ambientali  della politica agricola comunitaria allo scopo di consentire  un’agricoltura di qualità basata sull&#8217;incremento  della biodiversità nel campo coltivato, sulla presenza di insetti  predatori e parassiti, piccoli mammiferi e uccelli fondamentali per  attivare i controlli naturali alternativi ai fitofarmaci; tutti questi  organismi utili hanno la necessità di poter contare su un minimo di  elementi naturali per poter sopravvivere. Gli agricoltori che in  passato hanno compiuto queste scelte hanno beneficiato di importanti  contributi comunitari finalizzati a compensare il costo degli interventi  ed il mancato reddito per il periodo necessario a consolidare un  percorso di valorizzazione basato sui prodotti e sul ruolo  multifunzionale dell&#8217;azienda. Ora che i contributi si sono ridotti e  viene invece incentivata la produzione energetica da biomasse di origine  agricola, si pretende di tagliare i boschi per rimettere i terreni a  coltura. Con il provvedimento del Governo, lo “straordinario risultato”  tanto voluto dalla nostra Regione, ora questo è possibile e potrà essere  distrutta una rete naturale di supporto, che non si improvvisa ma ha  bisogno di molto tempo per consolidarsi. Non si tiene inoltre conto  degli effetti sulla qualità delle acque superficiali e dell’aria. Gli  elementi naturali funzionano infatti come fasce tampone per intercettare  gli eccessi di azoto che non vengono assorbite dalle colture e i boschi  in particolare contribuiscono a ripulire l’aria dalle sostanze  inquinanti. Ma cosa importa? Cosa valgono la qualità dell’ambiente e la  salute delle persone di fronte alla strada più breve per produrre  reddito?</div>
<div>Che  questa sia la visione del Governo Monti non ci stupisce; che il PD  rivendichi questo come un proprio successo (e con tanto entusiasmo) è la  riprova di quanto sia arduo il percorso per costruire un’alternativa  reale al modello che sta distruggendo la società e l’ambiente in cui  viviamo.</div>
<div><strong>Verdi di Ferrara per la Costituente Ecologista</strong></div>
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		<title>Verdi: no alle esternalizzazioni, adesione alla manifestazione di lunedì 30 gennaio</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 17:53:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa CONTRARI ALLE ESTERNALIZZAZIONI DEI SERVIZI EDUCATI PER L&#8217;INFANZIA, ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA PER LUNEDì 30 GENNAIO E ALLA RACCOLTA DI FIRME Mentre il Governo Monti, sostenuto da PDL e PD e in assoluta continuità con il precedente Governo Berlusconi, sta svendendo i servizi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/nido.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1839" title="nido" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/nido-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Comunicato stampa</strong><br />
<strong>CONTRARI ALLE ESTERNALIZZAZIONI DEI SERVIZI EDUCATI PER L&#8217;INFANZIA,  ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA PER LUNEDì 30 GENNAIO E ALLA  RACCOLTA DI FIRME</strong></p>
<p>Mentre il Governo Monti, sostenuto da PDL e PD e in assoluta  continuità con il precedente Governo Berlusconi, sta svendendo i servizi  pubblici locali attraverso il decreto sulle liberalizzazioni,  l&#8217;Amministrazione  Comunale di Ferrara non vuole essere da meno e si  appresta a esternalizzare Ii servizi educativi per l&#8217;infanzia. Noi  crediamo che questa scelta rappresenti un grave errore e che risponda a  quelle logiche ideologiche che alcune forze politiche, a partire dal Pd,  stanno portando avanti in assoluto dispregio della volontà dei  cittadini che chiedono, invece, in una fase di crisi strutturale e  feroce, che i servizi pubblici vengano potenziati quale bene comune. E&#8217;  una scelta ideologica perché al Comune non viene impedito, in questo  caso, di assumere a tempo determinato, ma non lo vuole fare,  trincerandosi dietro la pretesa di &#8220;controllare&#8221; comunque poi il  servizio. Eppure non è così: nessuna delle esternalizzazioni compiute in  questi anni ha consentito di mantenere un controllo reale e i costi per  la collettività sono spesso aumentati. Anche in questo caso si  tratterebbe, di fatto, di privatizzazioni che priverebbero i bambini e  le famiglie di quel servizio di alto livello maturato fino ad oggi dalle  nostre scuole per l&#8217;infanzia. Abbiamo sostenuto per anni &#8211; e diversi  documenti erano anche stati approvati dai Consigli, ma nulla è stato  fatto &#8211; la necessità di consentire anche esperimenti di autogestione in  questo ambito sul modello tedesco, ma ciò che viene proposto non ha  nulla a che fare con questo: si tratta, al contrario, di sostituire ciò  che già c&#8217;è e funziona con un ugual modello però basato sul precariato e  sulla minore qualità.</p>
<p>Per queste ragioni aderiamo alla manifestazione indetta per lunedì  30 gennaio 2012, alla raccolta di firme promossa dalla Funzione Pubblica  di CGIL, CISL e UIL e chiediamo al Comune di Ferrara di rinunciare ad  un progetto che renderebbe più povera la nostra comunità.</p>
<p>Verdi di Ferrara per la Costituente Ecologista</p>
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		<title>La vittoria dell&#8217;Assemblea di Chianciano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:58:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VERDI: DOPPIO PORTAVOCE UOMO/DONNA, CONFERMA DEL NUOVO SOGGETTO &#8220;ECOLOGISTI &#8211; RETI CIVICHE &#8211; VERDI EUROPEI&#8221;, ALLEANZA TRA MOVIMENTI, ASSOCIAZIONI, FORZE POLITICHE PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI E DEL REFERENDUM ACQUA. A Chianciano Terme la maggioranza dei Verdi ha vinto un&#8217;assemblea fondamentale. Lo statuto dei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: Lucida Grande; font-size: small;"><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/verdi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1835" title="verdi" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/verdi-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>VERDI:  DOPPIO PORTAVOCE UOMO/DONNA, CONFERMA DEL NUOVO SOGGETTO &#8220;ECOLOGISTI &#8211;  RETI CIVICHE &#8211; VERDI EUROPEI&#8221;, ALLEANZA TRA MOVIMENTI, ASSOCIAZIONI,  FORZE POLITICHE PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI E DEL REFERENDUM ACQUA.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Lucida Grande; font-size: small;">A  Chianciano Terme la maggioranza dei Verdi ha vinto un&#8217;assemblea  fondamentale. Lo statuto dei Verdi è di nuovo lo strumento democratico  del &#8220;prima Pecoraro&#8221;, grazie all&#8217;approvazione da parte dei 2/3  dell&#8217;assemblea delle modifiche statutarie illustrate dalla ferrarese  Barbara Diolaiti dell&#8217;esecutivo nazionale; ora lo statuto prevede anche  per i Verdi, unica forza politica in Italia, il doppio portavoce  uomo/donna, sul modello dei Verdi tedeschi. La mozione politica  approvata all&#8217;unanimità (la minoranza pecorariana aveva già abbandonato  l&#8217;assemblea) conferma e rilancia il nuovo soggetto &#8220;Ecologisti &#8211; Reti  civiche &#8211; Verdi Europei&#8221; e i rappresentanti di Cgil, Uil, PRC, Sel, WwF,  Legambiente hanno manifestato un netto interesse per la proposta del  Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, di una grande alleanza  per costruire un&#8217;alternativa di governo basata sui Beni Comuni e sul  rispetto del Referendum acqua. Si tratta di risultati fondamentali di un  percorso, avviato proprio a Ferrara già nel 2008, al quale i Verdi  ferraresi hanno contribuito in modo determinante in questi anni. Con  l&#8217;assemblea di Chianciano del 14 e 15 gennaio 2012 si è manifestata  compiutamente quella svolta indispensabile per costruire anche in Italia  un&#8217;ampia, forte e credibile forza politica ecologista.</span></p>
<p><span style="font-family: Lucida Grande; font-size: small;">Nella  foto, con Angelo Bonelli, i sei delegati ferraresi, Brunella Lugli,  Lina Pavanelli, Gian Paolo Crepaldi, Sergio Golinelli, Barbara Diolaiti,  Maurizio Andreotti, e Elisabetta Pavani, co-portavoce del circolo  provinciale &#8220;Ecologisti &#8211; reti civiche &#8211; Verdi europei&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: small;">Verdi di Ferrara per la costituente ecologista</span></p>
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		<title>Presidio contro lo scippo del referendum il 18 gennaio a Ferrara</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:43:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per difendere la vittoria referendaria e la volontà di 27 milioni di cittadini, contro il tentativo del governo Monti di rilanciare la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali Il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara dà appuntamento alla cittadinanza Mercoledì 18 Gennaio 2012 alle ore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/logo-Obbedienza-civile.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1830" title="logo-Obbedienza-civile" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/logo-Obbedienza-civile-227x300.jpg" alt="" width="227" height="300" /></a>Per difendere la vittoria referendaria e la volontà di 27 milioni di cittadini, contro il tentativo del governo Monti di rilanciare la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali</p>
<p style="text-align: center;">Il <a href="http://www.forum.ferrara.it/acqua/2012/01/16/presidio-contro-lo-scippo-del-referendum-il-18-gennaio-a-ferrara/">Comitato Acqua Pubblica di Ferrara</a> dà appuntamento alla cittadinanza<br />
<strong> Mercoledì 18 Gennaio 2012  alle ore 18 in corso Ercole I d&#8217;Este,</strong><br />
<strong> davanti alla Prefettura di Ferrara</strong></p>
<p>per manifestare contro il tentativo del governo di procedere alla completa cancellazione del risultato referendario  del 12 e 13 giugno 2011.<br />
Nel corso del presidio il comitato chiederà di essere ricevuto dal prefetto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>No allo Scippo della vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011</strong><br />
<strong> no alle privatizzazioni,</strong><br />
<strong> per una gestione dell’acqua pubblica e partecipata</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>oggi più che mai</strong><br />
<strong> si scrive acqua, ma si legge democrazia.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 16:46:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/giulemanidallacqua.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1826" title="giulemanidallacqua" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/giulemanidallacqua-213x300.png" alt="" width="213" height="300" /></a>Il 12 e 13 giugno </strong>scorsi 26 milioni di donne e  uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e  diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza  logiche di profitto.</p>
<p><strong>Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di <a href="http://www.forum.ferrara.it/acqua/tag/%post_tag%">privatizzazione</a></strong>:  una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni  territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società  in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e  Stato attraverso la politica.</p>
<p><strong>Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica</strong> come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di  rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi  economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.</p>
<p><strong>A questa straordinaria esperienza di democrazia</strong> il  precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto  referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione  solo formale del servizio idrico integrato.</p>
<p><strong>Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della  crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario  Monti</strong> si appresta a replicare ed approfondire tale attacco  attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che  vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in  parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che  segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la  direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo  l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo  italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle  leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.</p>
<p><strong>Noi non ci stiamo.</strong></p>
<p><strong>L’acqua non è una merce, ma un bene comune</strong> che  appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e  tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.</p>
<p>I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.</p>
<p>Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia:<strong> </strong><strong>nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica</strong>, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.</p>
<p><strong>Chiediamo</strong> con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.</p>
<p><strong>Chiediamo </strong>a tutti i partiti, a tutte le forze  sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del  voto democratico del popolo italiano.</p>
<p><strong>Chiediamo </strong>alle donne e agli uomini di questo paese  di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per  la difesa del voto referendario.</p>
<p><strong>Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.</strong></p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=181&amp;Itemid=111">Firma on line sul sito del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua.</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti: gli effetti delle sciagurate scelte della Provincia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:37:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[RIFIUTI: GLI EFFETTI DELLE SCIAGURATE SCELTE DELLA PROVINCIA. VOGLIAMO DIVENTARE LA DICARICA DI TUTTI I TERRITORI IN EMERGENZA? IL  COLPEVOLE SILENZIO DI TUTTE LE FORZE POLITICHE RAPPRESENTATE NEI CONSIGLI. Come volevasi dimostrare. Non era una previsione difficile, nonostante la raffica di dichiarazioni depistanti dell’assessore all’Ambiente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/discarica-iolanda.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1819" title="discarica-iolanda" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/discarica-iolanda-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a>RIFIUTI: GLI EFFETTI DELLE SCIAGURATE SCELTE DELLA PROVINCIA. </strong><br />
<strong>VOGLIAMO  DIVENTARE LA DICARICA DI TUTTI I TERRITORI IN EMERGENZA? IL  COLPEVOLE  SILENZIO DI TUTTE LE FORZE POLITICHE RAPPRESENTATE NEI CONSIGLI. </strong></p>
<p>Come volevasi dimostrare. Non era una previsione difficile,  nonostante la raffica di dichiarazioni depistanti dell’assessore  all’Ambiente e della Presidente della Provincia di Ferrara, circa una  presunta “emergenza rifiuti” nella nostra provincia. L’ampliamento di  55.000 tonnellate, concesso dalla Provincia per “riprofilare” il corpo  della discarica “Crispa” di Jolanda di Savoia, è stato usato per  smaltire rifiuti speciali provenienti da altre province, dato che  l’impiantistica prevista dal Piano Rifiuti garantisce già  l’autosufficienza del territorio provinciale. Nemmeno che i rifiuti  smaltiti siano quelli dell’emergenza napoletana (quella sì assolutamente  vera) desta sorpresa. E’ noto come il confine tra speciali ed urbani  sia estremamente labile: basta una semplice selezione meccanica per  trasformare l’immondizia domestica in “parte di rifiuti urbani e simili  non compostata”, codice CER 19 05 01, e in “altri rifiuti (compresi  materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti […],  codice CER  19 12 12: entrambi inclusi opportunamente tra quelli  autorizzati dalla Provincia.<br />
La nostra preoccupazione ora è legata fondamentalmente a due aspetti della questione:<br />
le ventimila tonnellate arrivate da Napoli, travestite da  “speciali”, hanno, con ogni probabilità, aggirato il sistema di  controlli e verifiche faticosamente costruito con l’accordo tra Regioni,  basandosi unicamente su contratti tra società; non sappiamo cosa sia  arrivato e, se non fosse stato per il quotidiano dei Verdi, Terra, anche  il fatto in sé sarebbe rimasto ignoto (nessuna comunicazione è giunta  da AREA);<br />
nel caso, sciagurato, in cui la Provincia, contro ogni logica,  dovesse autorizzare l’ampliamento di 250.000 t richiesto da AREA (e le  60.000 richieste da Soglia) la provincia di Ferrara diventerebbe il  riferimento naturale per tutti i territori incapaci di smaltire i loro  rifiuti (anche Roma è ormai in emergenza), al di fuori da qualsiasi  possibilità di accordo e controllo da parte delle istituzioni (locali e  nazionali, amministrative e  tecniche).                                                                                                                                                                                                                                    Chiediamo quindi che Area renda note le proprie  intenzioni e metta al corrente i cittadini di eventuali accordi già  definiti per operazioni identiche o analoghe a quella svelata grazie a  Terra, prima che la VIA per il nuovo ampliamento sia conclusa.<br />
Un’ultima considerazione. Il Piano Rifiuti in vigore scade nel 2012.  Il 2011 sta terminando senza che gli appelli per l’apertura di un  confronto pubblico abbiano avuto il benché minimo effetto, mentre i  cittadini dei territori coinvolti rimangono sospesi a risposte che non  arrivano. Non solo, continua l’ormai ineffabile blak out  dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti, i cui ultimi dati risalgono al  secondo quadrimestre del 2010. Il tutto nel silenzio assoluto e  colpevole delle forze politiche rappresentate nei diversi Consigli,  nessuna esclusa. Che tristezza!</p>
<p>Verdi di Ferrara per la Costituente Ecologista</p>
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		<title>Il Comune e i Servizi Pubblici locali</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:14:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un danno per i cittadini la trasformazione delle Farmacie Comunali in s.r.l. così come la privatizzazione del servizio del verde pubblico e di Ferrara Tua. Chiediamo ai consiglieri comunali di respingere la delibera. Le Farmacie comunali sono l’unica Azienda Municipale rimasta al Comune di Ferrara,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/farmacia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1811" title="farmacia" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/farmacia-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Un danno per i cittadini la  trasformazione delle Farmacie Comunali in s.r.l. così come la  privatizzazione del servizio del verde pubblico e di Ferrara Tua. Chiediamo ai consiglieri comunali di respingere la delibera.</strong></p>
<p>Le Farmacie comunali sono l’unica  Azienda Municipale rimasta al Comune di Ferrara, preservata per anni dai  continui attacchi di chi da tempo la vorrebbe trasformare in s.r.l. per  portarla nella Holding “Ferrara Servizi” e forse per venderne poi al  privato parte delle quote.</p>
<p>La delibera di trasformazione delle  Farmacie approderà lunedì 28 Novembre prossimo in Consiglio Comunale e  conterrà anche la privatizzazione del servizio di verde pubblico e di  Ferrara Tua. Tutto questo perché il Comune di Ferrara ha scelto di  aderire a quanto disposto dalla manovra estiva del Governo Berlusconi,  nonostante i cittadini si siano espressi con chiarezza, tramite il  Referendum (il primo quesito non riguardava, infatti, solo l’acqua, ma  tutti i servizi pubblici locali) per evitare la privatizzazione dei  servizi.</p>
<p>Chiediamo a tutti i gruppi consiliari di  non avallare una scelta dettata esclusivamente da logiche ideologiche,  priva sia di coerenza con le indicazioni della comunità locale sia di  vantaggi pratici per i cittadini.</p>
<p>In particolare occorre ricordare che AFM  funziona benissimo: ha personale fortemente motivato e preparato,  mantiene aperte farmacie anche in luoghi non convenienti per il privato  assicurando il servizio ai cittadini, sviluppa programmi di prevenzione  socio – sanitaria, collabora con il privato sociale. E’ un’azienda  pubblica ben gestita, che produce utili e che ha continuato a produrli  nonostante la liberalizzazione del settore; i suoi bilanci vengono  controllati e votati dal Consiglio Comunale, cioè dai rappresentanti  eletti dai cittadini.</p>
<p>Se AFM venisse trasformata in s.r.l.  risponderebbe alla logica del profitto come qualsiasi s.r.l. e non certo  alla logica di servizio ai cittadini.</p>
<p>Se AFM venisse trasformata in s.r.l. e  conferita alla Holding “Ferrara servizi” i bilanci verrebbero approvati  solo dall’Assemblea della Holding stessa, cioè solo dal Sindaco della  città e gli utili diverrebbero parte di un “calderone” senza più alcuna  garanzia di un loro utilizzo per fini di carattere socio-sanitario  anzichè per ripianare qualche altra azienda gestita meno bene o per  compensare l’errore compiuto di entrata in Hera le cui azioni oggi sono  fortemente svalutate.</p>
<p><strong>Ecologisti – Reti civiche – Verdi Europei</strong></p>
<p><strong>Gruppo territoriale di Ferrara</strong></p>
</div>
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		<title>&#8220;COME ABBIAMO VINTO IL REFERENDUM&#8221;, e come lo difenderemo!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 17:39:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comitato Acqua Pubblica &#8211; Ferrara martedì 6 dicembre alle ore 21.00 Sala della Musica c/o Complesso di San Paolo Boccaleone 19 Ferrara (Ferrara, Italy) &#8220;COME ABBIAMO VINTO IL REFERENDUM&#8221;, e come lo difenderemo! Maggiori informazioni presentazione del libro di Marco Bersani, fondatore di Attac Italia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/bersani.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1806" title="bersani" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/bersani-211x300.png" alt="" width="211" height="300" /></a>Comitato Acqua Pubblica &#8211; Ferrara<br />
martedì 6 dicembre alle ore 21.00<br />
Sala della Musica c/o Complesso di San Paolo<br />
Boccaleone 19<br />
Ferrara (Ferrara, Italy)<br />
<strong>&#8220;COME ABBIAMO VINTO IL REFERENDUM&#8221;, e come lo difenderemo!</strong><br />
Maggiori informazioni<br />
presentazione del libro di Marco Bersani,<br />
fondatore di Attac Italia e uno degli animatori più attivi del Forum italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua</p>
<p><strong>&#8220;COME ABBIAMO VINTO IL REFERENDUM,</strong><br />
<strong> dalla battaglia per l&#8217;acqua pubblica alla democrazia dei beni comuni&#8221;</strong><br />
ed. Alegre</p>
<p>Sarà l&#8217;occasione per confrontarsi con <strong>MARCO BERSANI</strong> sul post referendum, sulle prospettive e per lanciare a Ferrara la  CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE &#8220;IL MIO VOTO DEVE ESSERE RISPETTATO&#8221;</p>
<p>(via <a href="http://www.forum.ferrara.it/acqua/2011/11/25/come-abbiamo-vinto-il-referendum-e-come-lo-difenderemo/">CAP Ferrara</a>)</p>
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		<title>A Ferrara vietate le palle di neve e distendersi sui prati. Lettera aperta al Sindaco di Ferrara</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 17:30:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Ferrara è vietato fare a palle di neve; e anche distendersi sull’erba nei parchi pubblici. E’ questa la denuncia di Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della Circoscrizione 1, che in sede di discussione del nuovo Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Ferrara ha deciso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/palle-di-neve-kabul-300x245.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1802" title="palle-di-neve-kabul-300x245" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/palle-di-neve-kabul-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>A Ferrara è vietato fare a palle di neve;  e anche distendersi sull’erba nei parchi pubblici. E’ questa la  denuncia di Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della  Circoscrizione 1, che in sede di discussione del nuovo Regolamento di  Polizia Urbana del Comune di Ferrara ha deciso di presentare una serie  di emendamenti poi approvati all’unanimità dal nella seduta di ieri.</strong></p>
<p>Ci sono un po’ di sorprese nel nuovo Regolamento di Polizia Urbana  che ha avviato il suo iter istituzionale nei consigli di Circoscrizione.  Fra queste il divieto di fare a palle di neve e quello di coricarsi nei parchi pubblici. Sono state vere e proprie  scoperte per Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista nella  Circoscrizione 1, che mai si sarebbe immaginato di aver rischiato una  sanzione ogni qual volta si è steso al Parco Urbano. Per il consigliere  quindi alcune norme già presenti nel regolamento in vigore, e  probabilmente ereditate dai precedenti, sono da ritenersi “superate, a  volte antistoriche o addirittura insensate”. E’ quanto scrive in una  lettera aperta al Sindaco di Ferrara pubblicata oggi sul suo sito, in  cui invita il Sindaco ed il Consiglio Comunale a rivedere con attenzione  il regolamento prossimamente al vaglio del consesso cittadino.</p>
<p>“L’art. 7, comma 2,  vieta oltre al lancio di pietre, frutta “<em>o qualunque altro oggetto o cosa che possa risultare di pregiudizio alle persone ed alle proprietà altrui</em>” anche il lancio delle “<strong>palle di neve</strong>“.  – si legge nella lettera aperta – Ebbene sì, nella nostra città – ho  scoperto con un certo stupore – è vietato lanciare palle di neve (la  previsione fa già parte del regolamento in vigore, e probabilmente  deriva direttamente dalla Repubblica Cisalpina). Si potrà dire che  l’articolo non è mai stato applicato, che il buon senso dei nostri  Vigili non porterà mai a multare i bambini che si tirano le palle di  neve all’uscita da scuola, ma tanto è, il regolamento è chiaro: <strong>a Ferrara è vietato fare a palle di neve</strong>.”  E ancora: “la seconda previsione che trovo oggi fuori dalla storia è il  divieto, previsto dall’articolo 31, comma 1, punto b di <strong>coricarsi nei luoghi erbosi dei giardini e parchi pubblici</strong>.  Anche qui, non so quante multe siano state fatte in questi anni, ma  resta la sorpresa di ritrovare vietato un comportamento che fa ormai  parte dell’uso quotidiano dei nostri giardini (si pensi solo al Parco  Urbano da aprile in poi), comportamento in astratto punito con una  sanzione pecuniaria dal nostro Regolamento. Converrà anche lei che una  tale norma, probabilmente concepita in tempi in cui le signore giravano  con l’ombrellino per il sole e gli uomini con i pantaloni alla zuava,  non sia attuale e attuabile nella società in cui viviamo e per come  concepiamo oggi l’uso comunitario del verde pubblico.”</p>
<p>Spiega poi il consigliere: “possono sembrare questioni stupide –  probabilmente lo sono di fronte ad altri ben più gravi problemi – ma a  me paiono molto rilevanti, perché hanno a che fare con l’idea che  abbiamo della nostra comunità locale. Io non credo che una comunità che  vieta la battaglia con le palle di neve, o l’oziare distesi su un prato sia una comunità che possa dirsi felice, o almeno che voglia puntare ad esserlo.”</p>
<p>Ma non c’è solo questo, spiega meglio Fiorentini: “ho presentato una  serie di emendamenti con lo spirito di adeguare il regolamento alla  città che abbiamo costruito in questi anni: come è possibile che la <strong>città dei Buskers</strong> impedisca ai suonatori di strada di fermarsi per più di 15 minuti in un luogo, o che la <strong>città delle biciclette</strong> vieti giustamente una serie di consuetudini di parcheggio delle bici,  ma senza spiegare al cittadino dove e come parcheggiare correttamente?”  Così il consigliere ha presentato una serie di “sobri e moderati”  emendamenti – in ossequio al nuovo clima politico nel paese – che sono  stati approvati all’unanimità insieme ad altri presentati  dall’opposizionee che ora chiede vengano discussi in Consiglio Comunale:  “sarebbe bello che il Comune aprisse un dibattito con la città, perchè  questo regolamento pone alcune basi del comune vivere civile che è  importante vengano condivisi dai nostri concittadini”.</p>
<p>Ferrara, 23 novembre 2011.</p>
<p>Vai al testo della Lettera Aperta<br />
<a href="http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2011/11/23/la-disfida-delle-palle-di-neve/"> http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2011/11/23/la-disfida-delle-palle-di-neve/</a><br />
Vai agli emendamenti presentati dal Gruppo Verdi<br />
<a href="http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2011/11/23/emendamenti-al-regolamento-di-polizia-urbana/"> http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2011/11/23/emendamenti-al-regolamento-di-polizia-urbana/</a></p>
<p>(via <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2011/11/23/la-disfida-delle-palle-di-neve/">fioreblog</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In Risposta alla lettera aperta di Luigi Marattin</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 14:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara risponde all&#8217;Assessore al Bilancio del Comune di Ferrara: Caro assessore Marattin, rispondiamo in maniera puntuale alle domande poste, evitando commenti alla sua inutile considerazione sulle nostre forme di battaglia politica, semplicemente ricordandole che la manifestazione di lunedì 14, in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/logo_obbedienzacivile1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1791" title="il mio voto" src="http://www.verdi.ferrara.it/sito/wp-content/wp-upload/logo_obbedienzacivile1.jpg" alt="" width="233" height="250" /></a>Il Comitato Acqua Pubblica di Ferrara <a href="http://www.forum.ferrara.it/acqua/2011/11/18/in-risposta-alla-lettera-aperta-di-luigi-marattin/">risponde all&#8217;Assessore al Bilancio del Comune di Ferrara</a>:</p>
<blockquote><p>Caro assessore Marattin,</p>
<p>rispondiamo in maniera  puntuale alle domande poste, evitando commenti alla sua inutile  considerazione sulle nostre forme di battaglia politica, semplicemente  ricordandole che la manifestazione di lunedì 14, in occasione della  discussione in Consiglio comunale di un ordine del giorno inerente il  risultato referendario sull&#8217;acqua, è stata organizzata dagli attivisti  del Comitato chiedendo tutte le autorizzazioni del caso, dandone  diffusione attraverso la stampa, e adottando le nostre usuali forme di  mobilitazione pacifiche e colorate. In analoghe occasioni passate queste  modalità non erano state oggetto di pratiche di censura e  autoritarismo. Fatta salva la discrezionalità di applicazione del  regolamento comunale da parte dell&#8217;istituzione, registriamo un cambio di  clima che certo non mira al coinvolgimento della  popolazione.</p>
<p><strong>Domande giuridiche</strong></p>
<p><strong><em>1. Lo sapevate che quello che voi chiedete in Comune a Ferrara è stato già dichiarato incostituzionale?</em></strong></p>
<p>Sui  tempi/costi di lavoro della locale Commissione statuto preferiamo non  commentare, ci basta ricordare che  la petizione popolare di modifica  dello statuto comunale promossa dal Comitato, protocollata nel febbraio  2009, è stata discussa dopo due anni e mezzo, a fronte dei 60 giorni  previsti sempre da regolamento comunale (il quale  evidentemente viene  applicato con solerzia differenziata).</p>
<p>La citata sentenza della  Corte Costituzionale (187/2011) è basata sulla precedente (325/2010).  Entrambe si fondano sul fatto che, avendo già lo Stato inserito il  servizio idrico tra quelli di rilevanza economica, una Regione non può  esprimersi in senso contrario. Ma la legge dello Stato citata da  entrambe le sentenze è l&#8217;art.23 bis, abrogato con i referendum di giugno  (primo quesito). Un eventuale ricorso, effettuato oggi, non potrebbe  avere lo stesso esito, perché il referendum ha, de facto, superato le  radici di quella sentenza. In aggiunta, informiamo l&#8217;assessore che  diverse centinaia di comuni in giro per l&#8217;Italia hanno da tempo  approvato analoghe modifiche al proprio statuto. Infatti dopo  l’abrogazione referendaria con il primo quesito, la rilevanza economica  del servizio deve essere qualificata caso per caso dagli enti locali  affidanti (i Comuni!), come da parere della Sezione regionale della  Corte dei Conti della Lombardia  (sentenza 195/2009).</p>
<p><strong><em>2.  Dato che il testo unico degli enti locali rimane in vigore, e  considerato che esso rappresenta la stella polare per l’azione  amministrativa, cosa pensate al riguardo?</em></strong></p>
<p>Il quesito  sull’abolizione della remunerazione del capitale (secondo quesito), sul  quale si sta per avviare la campagna nazionale di “obbedienza civile”, è  stato dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale con specifica  sentenza (26/2011), che al proposito è talmente chiara che non necessita  di interpretazione: mediante l’eliminazione del riferimento al criterio  della «adeguatezza della remunerazione del capitale investito», si  persegue, chiaramente, la finalità di rendere estraneo alle logiche del  profitto il governo e la gestione dell’acqua. [...] Infine, la normativa  residua, immediatamente applicabile (sentenza n. 32 del 1993), data  proprio dall’art. 154 del d.lgs. n. 152 del 2006, non presenta elementi  di contraddittorietà, persistendo la nozione di tariffa come  corrispettivo, determinata in modo tale da assicurare «la copertura  integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio  del recupero dei costi e secondo il principio“chi inquina paga”».</p>
<p>Infine,  va ricordato che il referendum può abrogare esplicitamente solo leggi  ordinarie o atti aventi valore di legge ma questo non significa che atti  derivanti (direttamente o indirettamente) o collegabili a norme  abrogate non ne risentano. E’ il caso del TUEL (Testo unico degli enti  locali) che si vede recise le radici per ciò che attiene il servizio  idrico e sarà invece applicabile per gli altri servizi pubblici.</p>
<p><strong>Domande economiche</strong></p>
<p><strong><em>3. Perché volete che a gestire l’acqua siano aziende pubbliche, per poi causarne nei fatti il fallimento?</em></strong></p>
<p>La  supponenza su quello che noi “indecorosi” attivisti del Comitato acqua  vorremmo deborda al punto da  metterci in bocca idee che non abbiamo mai  espresso, così come del resto l’assessore si arroga il diritto  di  salire in cattedra anche su quello che vogliono gli italiani tutti.  Detto questo, è  la stessa Federutilty che, nel documento del maggio  2010 “ Investimenti nel settore idrico: superamento del gap  infrastrutturale e contributo per uscire dalla crisi”, è costretta a  riconoscere che “l’ingente fabbisogno finanziario di cui necessita il  sistema non può far carico unicamente alla leva tariffaria in quanto  incapace di generare in tempi brevi le risorse per fare fronte al  debito”. Per avviare un ciclo di investimenti significativo dal punto di  vista delle risorse impiegate e certo nei suoi risultati, occorre  progettare un nuovo sistema di finanziamento, che superi il meccanismo  del full cost recovery e che sia invece basato sul ruolo fondamentale,  oltre che della leva tariffaria, della finanza pubblica e della  fiscalità generale. L’alternativa a quest’approccio sarebbe quella di  incrementi tariffari del tutto insostenibili, ben al di là di quanto  previsto dallo stesso metodo normalizzato del 1996 e da quelli già  significativi realizzati con la scelta delle privatizzazioni di questi  anni. Occorre dunque mettere in campo una nuova ipotesi strategica se  effettivamente si vogliono realizzare gli investimenti necessari  all’ammodernamento del servizio idrico e, soprattutto, per  affrontare  in modo strutturale il tema della riduzione delle perdite di rete. Solo  l’intervento pubblico è in grado di cimentarsi con tale questione. Per  questo il Forum nazionale dell’acqua  propone un Piano straordinario di  investimenti nel settore idrico che, oltre ad utilizzare pienamente le  risorse già disponibili dall’iniziativa pubblica, a partire dai  finanziamenti provenienti dalla UE, non può che passare sia dalla  ridefinizione del meccanismo tariffario che dalla messa a disposizione  di nuove risorse pubbliche. E che, dunque, non può essere concepito se  non dentro ad un quadro di nuova gestione pubblica del servizio, se non  altro per non incorrere nel sistema sanzionatorio dell’UE.</p>
<p><strong><em>4. Lo sapevate che l’Emilia Romagna non adotta il metodo del 7%?</em></strong></p>
<p>Lo  sa, caro assessore,  che i soggetti gestori dell’Emilia Romagna  applicano un sistema tariffario elaborato su base regionale che è stato  dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale?</p>
<p><strong>Domande politiche</strong></p>
<p><strong><em>5.  Invece di favoleggiare di un mondo che non esiste (e che in ultima  analisi danneggerebbe proprio il settore pubblico che voi volete  proteggere), non ritenete prioritario chiedere che venga al più presto  costituita un’Autorità di Regolamentazione in grado di fissare le  tariffe sulla base di un metodo nuovo che garantisca agli utenti qualità  e investimenti, lasciando gestire il servizio idrico all’operatore che  si dimostri migliore (pubblico, privato o misto che sia)?</em></strong></p>
<p>Proprio  gli anni di gestione privata hanno mostrato, in Italia e nel resto del  mondo che non esiste un operatore privato migliore da scegliere: primo,  perché di fatto non si può scegliere e secondo perché in materia di  servizi pubblici non è assecondabile la logica del profitto. Il servizio  va offerto perché serve e non perché rende. Questa è, come lei  giustamente titola, una questione politica. Rifuggiamo da una Agenzia  nazionale che dovrebbe fissare norme e tariffe ad operatori privati  inseriti in contesti diversi, perché sappiamo che sarebbe puro fumo  negli occhi.</p>
<p>Sulle Autorità di regolamentazione in generale si  rimanda alla puntata di Report del 14 novembre 2010 (intitolata “Il  debole dell’autorità”); mentre per l’autorità dell&#8217;acqua in particolare,  si ricordano le recenti intercettazioni telefoniche tra Valter Lavitola  e il tecnico candidato a dirigere la neonata Agenzia delle Acque,  Roberto Guercio (pubblicate sul FQ del 7 settembre 2011). Se c&#8217;è una  chimera è proprio quella che restringendo il potere in pochissime mani  (coloro che occupano le poltrone delle Autorità “indipendenti”) si  faccia il bene dei cittadini. E non si tratta nemmeno di un problema  solo italiano: se si va a vedere ad esempio l’autorità inglese di  controllo delle risorse idriche, si capisce che non se la passa molto  meglio in quanto a capacità di controllo e giudizio indipendente  (http://www.psiru.org/publications?type=report). Tutto all&#8217;opposto, una  gestione attraverso enti di diritto pubblico, con la partecipazione di  utenti e lavoratori del servizio idrico, permetterà l’effettiva  trasparenza amministrativa, un servizio equo quanto efficiente, che non  genera profitti per pochi ma benefici per la collettività e per  l&#8217;ecosistema.</p>
<p><strong><em>6. In un momento così drammatico per la finanza pubblica del Paese, ritenete responsabile tale atteggiamento?</em></strong></p>
<p>Innanzitutto  i cittadini hanno già espresso il proprio parere, dicendo chiaramente  che tipo di servizio vogliono,  cioè pubblico, sempre che la democrazia  non sia diventata un’opinione in questo Paese! A farsi interprete  concreto di quel risultato ad oggi è il solo Comune di Napoli (giunta De  Magistris), che il 26 ottobre scorso con una delibera ha  ripubblicizzato l’azienda dell’acqua (da Arin Spa a Acqua Bene Comune  Napoli) e introdotto uno statuto che prevede la partecipazione della  cittadinanza attiva agli organi di governo dell’azienda speciale a  carattere totalmente pubblico.</p>
<p>In termini tecnici, l’accademia dei  professori, che tenta di giustificare lacrime e sangue sui diritti  fondamentali dei cittadini, non incanta più. Se vogliamo stare ai dati,  in termini trattabili sulla stampa, dalla relazione CoViRI 2007 con  riferimento ad una studio condotto dall’OECD nel 2006 e da altri  sviluppati negli USA e in Gran Bretagna,  risulta che i valori di  investimento previsto estrapolati per l’Italia (33 euro/ab/anno) sono un  po’ meno della metà di quelli previsti per l’Inghilterra e il Galles  (80 euro/ab/anno) e addirittura poco più di un terzo del massimo  previsto per gli USA ( 72-114 euro/ab/anno). Lo stesso studio mette in  relazione il fabbisogno di investimenti in termini di % sul PIL,  distinguendo i Paesi in fasce di reddito. Ebbene, il valore degli  investimenti medi annui previsti per il servizio idrico nel nostro Paese  (2 mld euro) rispetto al PIL è pari allo 0,15%, che è meno della metà  del valore minimo indicato per i Paesi ad alto reddito (0,35- 1,20%). Se  poi vogliamo stare agli investimenti realizzati, da una elaborazione  del CoViRi su dati di fonte ISTAT, riportata da uno studio del  Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo  Economico si ricava che gli investimenti nel settore idrico sono caduti  di oltre il 70% nel corso del decennio terminante al 2000, flettendo da  circa 2 mld di euro annui dell’inizio degli anni ’90 a circa 600 milioni  annui alla fine dello stesso decennio. E’ questo il periodo in cui si  attua la “grande trasformazione” dalle gestioni delle Aziende  municipalizzate al nuovo assetto fondato sulla gestione da parte delle  società di capitali, periodo in cui tramonta il ruolo della finanza e  dell’intervento pubblico al quale, evidentemente, non supplisce il  ricorso al finanziamento tramite le tariffe e al ruolo del mercato e dei  soggetti privati.</p>
<p>Riteniamo pertanto altamente responsabile che  in un momento drammatico come questo le scelte del governo vadano in  direzione della garanzia di un bene fondamentale come quello dell’acqua,  attuando una manovra correttiva per esempio sul settore della difesa  che invece pare non sentire aria di crisi, con investimenti in continuo  aumento, che anche per quest’anno superano i 20 miliardi di euro. Per  ciò che riguarda il piano di investimento per il servizio idrico stimato  dal CoViRi, si parla di una cifra di 60 miliardi di euro, da spalmare  su circa trent&#8217;anni.</p>
<p><strong>Da ultimo, siamo noi a volere rivolgerle una domanda che riteniamo dirimente.</strong></p>
<p><strong>Lo  sa che con le sue argomentazioni lei sostiene posizioni che portano a  non rispettare il pronunciamento di 27 milioni di cittadini, la  maggioranza assoluta dei cittadini italiani che, le piaccia o meno, il  12 e 13 giugno scorsi si sono pronunciati per eliminare la remunerazione  del capitale investito dalle tariffe del servizio idrico? E che  contraddice le stesse conclusioni della Corte Costituzionale?  Francamente, non ci sembra una grande concezione della democrazia quella  di contraddire la volontà della maggioranza dei cittadini italiani e il  massimo organo di garanzia del nostro ordinamento.</strong></p>
<p>Tante altre cose ci sarebbero da dire.</p>
<p>Tuttavia,  lunedì 21 alle 15.30 saremo di nuovo in  Consiglio comunale insieme a  tutti i cittadini che a noi vorranno unirsi per ribadire il nostro SI’.</p>
<p>Comitato acqua pubblica di Ferrara</p>
<p>Comitato referendario 2 SI per l’acqua bene comune di Ferrara</p></blockquote>
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