Il co-housing è’ una possibilità concreta di godere di benefici sociali e ambientali e consente di unire l’indipendenza di un’abitazione privata con la comodità di servizi, risorse e spazi condivisi, scoprendo dimensioni perdute di buon vicinato unite a vantaggi economici ed ecologici.
Il termine co-housing è utilizzato per definire degli insediamenti abitativi composti da abitazioni private corredate da ampi spazi (coperti e scoperti) destinati all’uso comune ed alla condivisione tra i cohousers. Tra i servizi di uso comune vi possono essere ampie cucine, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet-cafè, biblioteca, orti ed altro. Di solito un progetto di cohousing comprende dalle 20 alle 40 famiglie che convivono come una comunità di vicinato e gestiscono gli spazi comuni in modo collettivo ottenendo in questo modo risparmi di costi e benefici di natura ecologica. Il co-housing nacque in Danimarca verso la fine degli anni ‘60, da allora vi è stata una progressiva diffusione negli Stati Uniti e nel resto dell’Europa. Il cohousing si impone oggi come strategia di sviluppo sostenibile in grado di dare benefici sul piano sociale ed ecologico; se da un lato, infatti, la condivisione di spazi, attrezzature e risorse agevola la socializzazione e la cooperazione tra gli individui, dall’altro questa pratica, unitamente ad altri “approcci” quali la costituzione di gruppi d’acquisto interni, favoriscono il risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale di queste comunità.
L’autocostruzione è, invece, un processo di produzione nel quale i futuri proprietari realizzano materialmente le proprie abitazioni, all’interno di un gruppo organizzato. La pratica di costruire con la propria fatica fisica la casa in cui si andrà ad abitare, è molto antica ed affonda le sue radici nell’esigenza di soddisfare comunque un bisogno primario, indipendentemente dalla scarsità delle risorse economiche disponibili. L’impegno degli autocostruttori a prestare la propria opera manuale in cantiere per un numero prestabilito di ore, consente un forte contenimento dei costi di costruzione; ma le ore di attività, contabilizzate e monetizzate, rappresentano anche un valore economico che andrà ad aggiungersi a quello finale delle abitazioni. Non si tratta di una attività del tempo libero, ma di una pratica edilizia con precise modalità e tecnologie costruttive, diretta ed assistita da professionisti.
Le proposte:
La Provincia di Ferrara – Assessorato all’Ambiente, Sportello Ecoidea – ha di recente lanciato la proposta anche per il nostro territorio e numerose famiglie hanno subito segnalato un interesse.
Il nostro impegno è indirizzato a far sì che gli Enti Locali facilitino questa (individuazione di immobili pubblici non più utilizzati o di edifici rurali da ristrutturare, ad esempio) come altre forme di autorganizzazione dei cittadini, compresa l’autocostruzione, che può rappresentare anche una risposta concreta al disagio abitativo.
