Il verde pubblico e privato
Ci siamo adoperati, in sostanziale solitudine, nel corso di questi anni per dotare il nostro territorio di maggiori spazi verdi, per difendere alberi che dovrebbero essere garantiti da Regolamenti Comunali troppo spesso disattesi, per aumentare le aree boschive con funzione anche di barriera contro l’inquinamento; per potenziare il patrimonio di orti a disposizione dei cittadini:
• abbiamo salvato diversi alberi proponendo soluzioni alternative all’abbattimento e alle potature “selvagge” (ma non tutti quelli che avremmo voluto) e promosso assieme ad altri un Comitato a difesa degli alberi; è urgente intervenire a difesa del grande Cedro del Libano del Parco Massari, stritolato da anelli di metallo ormai inadeguati e portare ad attuazione la legge “Un albero per ogni neonato”;
• abbiamo agito affinchè il contratto di servizio per il verde pubblico venisse trasferito da Hera ad Amsefc (ancora irrisolto però il problema dei grossi appalti affidati a ditte private e del controllo sulle stesse); è necessario un nuovo sistema di gestione del servizio che privilegi piccoli appalti differenziati, l’affido a cooperative sociali di tipo B e introduca metodi biologici nella cura del verde pubblico;
• abbiamo ottenuto la ristrutturazione e il parziale potenziamento dell’Ufficio Verde del Comune di Ferrara; è ora necessario introdurre la figura del forestale e del paesaggista, indispensabile per una città patrimonio Unisco, e prevedere un coinvolgimento dell’Ufficio Verde nella fase di progettazione dei diversi lavori pubblici;
• abbiamo avviato (assessorato provinciale all’Ambiente) un importante progetto per aumentare l’offerta di orti civici; il progetto ora dovrà essere compiutamente realizzato e ampliato;
• abbiamo ottenuto nel Piano Strutturale del Comune di Ferrara una grande area a bosco a ridosso del casello sud dell’autostrada; un”area di riqualificazione ambientale nella zona Est individuata dal Comitato Parchino Schiaccianoci; la trasformazione in area che entra a far parte del Parco Urbano dell’ex inceneritore di via Conchetta con lo smantellamento della struttura; nella prossima legislatura occorrerà vigilare perché tutti questi interventi vengano attuati;
• abbiamo introdotto nel documento di orientamento del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio interventi di riqualificazione ambientale e paesaggistica finalizzati a ripristinare il reticolo di fossi e capezzagne, alberate e siepi, recupero dell’edilizia rurale e delle antiche ville di campagna. Ora occorre garantire che questi indirizzi diventino norme del Regolamento Urbanistico Edilizio;
Ecco le proposte:
La linea del lavoro necessario nei prossimi anni è dunque l’attuazione degli impegni già ottenuti e il completamento delle azioni indicate. Appare opportuno anche rivedere i Regolamenti Comunali dei Verde pubblico e privato e quelli di Igiene attraverso percorsi ampi e partecipati.
Siamo particolarmente impegnati a realizzare il progetto di “orti per tutti” (La città degli orti) che parte dal buon risultato della pluridecennale esperienza degli orti per gli anziani: messa a disposizione da parte degli Enti locali di terreni pubblici da trasformare in orti o in giardini autogestiti da affidare a gruppi di cittadini. La pratica dell’orticoltura oltre a rappresentare uno strumento educativo (orti scolastici) e di inclusione e reinserimento sociale (orti terapeutici) può costituire un elemento importante di integrazione del reddito, già usato negli Stati Uniti durante tutti i peggiori periodi di crisi.
