L´investimento in cultura (spettacolo/beni culturali) può certamente rappresentare uno degli elementi su cui lavorare per il rilancio dell´economia di una comunità.
Ferrara e il suo territorio, pur in presenza di diverse contraddizioni, ha da molti anni impiegato notevoli risorse in questa direzione. La sfida nella prossima legislatura, in uno scenario fortemente critico per le finanze locali, non è ridimensionare o ridurre gli interventi nel settore, ma, facendo tesoro dell´esperienza, puntare ad una maggiore qualità della spesa, evitando sprechi e politiche dispersive.
In questo senso il primo obiettivo da raggiungere è un coordinamento maggiore tra Provincia e Comune di Ferrara. Purtroppo, negli ultimi anni, è aumentata la competizione tra i due Enti, amplificata clamorosamente dall´operazione ERMITAGE ITALIA. Non è possibile ritenere che in una città media vi possano essere due distinte strutture che organizzano mostre d´arte dal costo di milioni di euro. Considerando, poi, l´evidente crisi in cui versa il settore (diminuzione dei visitatori in tutta Italia), e la presenza di Ferrara Arte, partecipata da entrambi gli Enti Locali, la cui esperienza e capacità organizzativa è stata confermata dal successo delle ultime esposizioni, si comprende come l´attuale situazione non sia economicamente sostenibile, per non dire fuori da ogni logica seria di programmazione. È necessario orientarsi verso un potenziamento del centro studi legato all´ERMITAGE, fino ad oggi mai effettivamente operativo, e garantire a Ferrara Arte l´organizzazione esclusiva delle mostre.
La Provincia, inoltre, deve potenziare la diffusione delle attività culturali, in sinergia con il Comune, su tutto il territorio, creando appuntamenti collegati e organizzati secondo un calendario unitario e non dispersivo. Per raggiungere questi risultati si propone un tavolo di discussione e concertazione da riunire periodicamente con tutti gli interessati che sia in grado di produrre proposte condivise e unitarie da sottoporre ad altri soggetti economici e finanziari per il reperimento di risorse aggiuntive.
Occorre condividere le proposte anche sul terreno degli investimenti, costruendo una programmazione credibile. In questa direzione è necessario proseguire nel restauro delle Delizie Estensi e nella ristrutturazione di Palazzo Prosperi Sacrati e di Palazzo Massari, riprendendo e rendendo operativo il Progetto dell´architetto Carmassi relativo al quadrivio storico presentato nel lontano 2004 e poi abbandonato.
Il Comune di Ferrara è chiamato a consolidare le tante attività già in essere che testimoniano un notevole sforzo nella direzione della differenziazione dell´offerta culturale e dell´attenzione al contemporaneo (Ferrara Sotto le Stelle, Stagione Danza Teatro Comunale, Stagione Jazz al Torrione S. Giovanni). Per evitare di disperdere questo patrimonio si deve evitare di inserire nelle programmazioni attività estemporanee (es. Anno Lucrezia Borgia, Anno degli Estensi) con annessi nuovi “grandi eventi” (es. Spettacoli di Ronconi) molto dispendiosi e senza alcuna prospettiva di sviluppo futuro. Non si può, inoltre, immaginare una città continuamente coinvolta in Festival di varia nature. Da questo punto di vista si impongono delle scelte che mirino a sostenere il Busker´s Festival e a proseguire le esperienze di Vulandra e Internazionale, sospendendo alcune delle altre programmazioni. Occorre inoltre riprendere una riflessione che consenta di giungere ad una reale valorizzazione delle opere dei due grandi artisti ferraresi Antonioni e Bassani.
Vanno, poi, ricercate nuove possibilità per incrementare le attività di produzione culturale, valorizzando anche le esperienze e le risorse locali. In questa direzione possono svolgere un ruolo fondamentale il Teatro Comunale e le Gallerie d´Arte Moderna. Il primo estendendo ad attività laboratoriali e di residenza l´importante programmazione legata alla Danza Contemporanea; le seconde, potenziando e rendendo stabile il lavoro sui giovani artisti contemporanei. Attraverso lo sviluppo e l’incremento del sistema delle “residenze d’artista”, ormai in uso in diversi paesi europei, aperto anche ad altre arti performative, si raggiungerebbe il triplo obiettivo di limitare i costi delle produzioni e/o delle accoglienze, di ampliare l’interesse culturale verso la nostra città e, infine, di utilizzare la residenza come volano per la formazione dei giovani artisti presenti sul territorio attraverso un sistema di workshops qualificati.
Maggiori attenzioni, anche finanziarie, devono essere riservate al Teatro Cortazar, alla Scuola di Musica Moderna e al Conservatorio.
Infine, occorre costruire una programmazione economica di legislatura a sostegno dei Musei e delle Biblioteche volta alla realizzazione di centri culturali attivi collegati tra loro, capaci di rispondere alle esigenze della comunità e non soltanto a mantenere livelli minimi di sopravvivenza. Importante, inoltre, valorizzare le mura cittadine e il loro vallo destinandole anche ad avere un ruolo attivo nell’offerta culturale: dal Torrione del Barco del Duca, a Santa Maria degli Angeli (Casa del Boia), sino all’area Ex Amga e all’area del Sottomura di Baluardi vanno rafforzate le iniziative dell’amministrazione, e sostenute le iniziative delle Associazioni come la Cittadella della Musica proposta nell’area ex Amga. Proponiamo un progetto di utilizzo culturale del monumento, nel rispetto delle sue caratteristiche e delle residenze che vi si affacciano, volto anche a recuperarne alcuni luoghi come il bastione ex scuola Bianca Merletti (che si configura già come un’arena all’aperto) o alcune casematte (in particolar quella sotto il baluardo di San Tommaso).
E’ necessario integrare i diversi comparti delle attività culturali per il sostegno a una politica culturale “di sistema”, sia come risposta alla crisi sia come possibile e moderno modello di sviluppo culturale sostenibile. Va ricordato che il valore dell’investimento culturale non si misura attraverso parametri economici, ma per mezzo parametri qualitativi: si tratta di investimenti generazionali.
Quindi la cultura va considerata come un elemento essenziale di nuovo modello economico e sociale: produce lavoro. produce senso e creatività, è fattore di coesione sociale e di capacità di crescita relazionale di una comunità.
Qualsiasi politica culturale integrata non può pertanto essere disgiunta dallo sviluppo e dall’incremento di un valido sistema di educazione permanente della cittadinanza sia riferito al versante delle generazioni più giovani che in relazione a quelle più mature. L’apprendimento teorico e pratico costante risulta oggi più che mai ineludibile per governare, sia in forma individuale che collettiva, i cambiamenti in atto nella società complessa. Educazione permanente della cittadinanza alla “cittadinanza”, intesa come modello relazionale integrato. Inoltre educazione permanente della cittadinanza alla complessità, all’utilizzo attivo dei moderni sistemi comunicativi la cui conoscenza risulta notevole nelle generazioni scolarizzate e in parte in quelle post-lavorative, ma spesso assai carente nella fascia della popolazione attiva. Si tratta quindi di attuare una politica culturale integrata, di sistema, che affianchi all’educazione al gusto e all’esperienza estetica, anche l’indispensabile innalzamento delle competenze del cittadino debellando fenomeni come l’analfabetismo di ritorno e incrementando rigorosamente, invece, l’alfabetismo a diversi livelli.
Cultura, dunque, come elemento essenziale per consentire a ciascuno di pensare e immaginare il proprio futuro.
