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DEMOCRAZIA, INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

Stiamo vivendo una fase particolarmente difficile in tema di democrazia: gli attacchi quotidiani del Governo Berlusconi agli strumenti democratici (dalla perdita di ruolo del Parlamento al controllo dell’informazione), l’emergenza Mafie che non tocca solo il Sud, ma come tutti i Rapporti evidenziano, ben radicata anche nelle regioni del Nord e necessita dunque di un controllo sempre maggiore anche da parte degli Enti Locali, soprattutto in materia di appalti pubblici; la difficoltà a ricostruire il senso di appartenenza ad una comunità, il degrado della politica, la scarsa democrazia interna ai partiti, la nascita di movimenti fortemente populisti, la diffidenza crescente verso le istituzioni, la confusione fra la necessità di operare tagli ai costi della politica e la volontà di utilizzare questo assunto per tagliare invece la rappresentanza, sono tutti elementi con i quali occorre fare i conti quando si tenta di attivare strumenti di informazione e di partecipazione. Informazione e partecipazione, perchè sono due cose diverse. In comune hanno la difficoltà oggettiva di realizzazione e la resistenza feroce di chi potrebbe e preferirebbe utilizzare canali “tradizionali” (rapporti di potere, rapporti personali, abitudine consolidata ad essere gli unici interlocutori delle istituzioni su quel tema specifico etc..) per incidere sulle scelte.
Informazione e partecipazione dovrebbero essere usati assieme per determinare le scelte più importanti per la comunità.
Fino al 1999 nel nostro territorio non esisteva nemmeno un vago strumento di questo tipo. Negli ultimi 10 anni sono state attivate diverse iniziative, dopo una iniziale resistenza e non poca confusione tra informazione e partecipazione, elementi che hanno fortemente minato il confronto, anche preventivo, nel merito di scelte importanti assunte nella legislatura 1999 – 2004 (turbogas, vendita parte di Agea a Hera che ha poi condotto alla fusione di Agea in Hera, potenziamento inceneritore, trasformazione in società delle diverse Municipalizzate).
L’informazione, riteniamo, significa mettere a disposizione di tutti dati, comunicazioni, intenzioni dell’Amministrazione in modo comprensibile e prima che le scelte vengano assunte; la partecipazione, invece, presuppone naturalmente l’informazione e la conoscenza, ma si dovrebbe esplicitare in un percorso di coprogettazione delle scelte. E’ più difficile perchè se una Amministrazione vuole percorrere seriamente questa strada (altrimenti rischia di tradursi nella richiesta di ratificare scelte già definite) deve adeguarsi ai tempi degli altri soggetti, molto più limitati rispetto a quelli di chi lo sta facendo per lavoro, deve garantire che le decisioni assunte non vengano poi modificate su pressione di poteri più o meno forti e deve assicurarne l’attuazione e la verifica. Questo è quanto fatto sino ad ora:

Informazione
dal 2001 migliaia di persone (ora sono oltre 4500) ricevono ogni settimana, al loro indirizzo di posta elettronica, un news letter che le informa, tra l’altro, sulle principali procedure autorizzative (screening e valutazioni di impatto ambientale) e sui processi di pianificazione  avviati nel territorio provinciale;
per ogni procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) in capo alla Provincia è stata organizzata un’assemblea pubblica per la presentazione del progetto da parte del proponente;
sui siti web di Provincia e Comune di Ferrara sono a disposizione studi, approfondimenti, gli atti autorizzativi e i dati sulla qualità delle acque; sul sito dell’Arpa i dati giorno per giorno sulla qualità dell’aria.

Partecipazione
Nel corso di questa legislatura e di quella precedente il Forum di Agenda 21 locale è stato riunito decine di volte, gran parte delle quali in relazione alla elaborazione di strumenti di pianificazione e programmazione: il Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti (e il suo recente atto di verifica e adeguamento normativo), il Piano regionale per la Tutela delle Acque, il Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria, il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive, le varianti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale relative alla rete ecologica e alle attività commerciali, il Piano Programma Energetico provinciale,  la Direttiva, prevista dal Piano Aria per l’adeguamento dei Regolamenti Urbanistici Edilizi alle esigenze di tutela ambientale previste dal Piano stesso, sono stati elaborati con il coinvolgimento del Forum di Agenda 21 Locale.
Ancora più numerose sono state le riunioni dei gruppi di lavoro (Agenda 21 Cooperazione internazionale e Pace, Climarchitettura, Tavolo Verde, per citare quelli che hanno operato con maggiore continuità) e numerosi gli incontri specifici (ad es. per l’aggiornamento del Master Plan delle piste ciclabili della provincia).
Dal 2004 il Forum di Agenda 21 Locale si riunisce regolarmente per esaminare e integrare i Bilanci Ambientali preventivi e consuntivi della Provincia e del Comune di Ferrara. Da 2008, grazie ad un progetto del quale capofila è stato il Comune di Portomaggiore, la pratica dei Bilanci Ambientali è stata estesa a diversi Comuni oltre al capoluogo. E’ nostro impegno consolidare e ampliare lo strumento dei Bilanci Ambientali perchè consente ad amministratori e cittadini di verificare l’efficacia delle azioni attuate in campo ambientale. Impegno anche ad estendere questa pratica ad altri settori attraverso i Bilanci Sociali, Bilanci di Genere etc…
Moltissime altre iniziative di informazione e coinvolgimento, in gran parte per opera degli Enti Locali che hanno rappresentanti dei Verdi nell’amministrazione (Comune e Provincia di Ferrara, Comuni di Argenta e Portomaggiore). Sono attive inoltre strutture di partecipazione permanente come il RAB (consiglio consultivo della comunità locale), per garantire il controllo sociale del potenziamento e della gestione dell’inceneritore di Ferrara, e come il Comitato dei Cittadini di Bando, in relazione al funzionamento della centrale termoelettrica.
Non vi è dubbio però che la volontà di partecipazione espressa dalla società sia ancora lungi dall’essere soddisfatta e che molti strumenti vadano messi in discussione (vedi anche voce “Terzo Settore e Welfare”).
E’ su questo terreno che nella prossima legislatura occorrerà misurarsi, riaprendo il confronto con le diverse strutture organizzate della comunità, a partire dalla rivisitazione critica delle esperienze realizzate. E’, in quest’ambito, indispensabile ripensare i principali strumenti di partecipazione per attuare la possibilità di Referendum Provinciali (manca ancora il Regolamento) e rendere realmente utilizzabili i Referendum Comunali.

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