Da Kyoto alla filiera del solare per uscire dalla crisi con un sistema sostenibile.
Il Governo Berlusconi ha tentato di depotenziare il sistema di incentivazioni (55%) per il risparmio energetico; ha chiesto e in parte ottenuto il ridimensionamento degli impegni di Kyoto per l’Italia e ha sottoscritto un Accordo con la Francia per la costruzione di centrali nucleari di terza generazione (quelle che nessuno costruisce più da anni) nel nostro Paese nonostante non vi sia stato alcun pronunciamento del Parlamento italiano e, soprattutto, nonostante l’Italia abbia già detto No al nucleare con il Referendum del 1986.
La nostra battaglia contro il nucleare continua perché è una tecnologia pericolosa (gli incidenti, dopo Chernobyl, non si sono arrestati) perché ancora non si sa come e dove smaltire le scorie radioattive, perché necessita di una quantità impressionante d’acqua, perché è costosissima e succhia risorse economiche che andrebbero invece destinate alle fonti energetiche rinnovabili.
La Provincia di Ferrara, su iniziativa dei Verdi, ha approvato un ordine del giorno che dichiara l’intero territorio provinciale “indisponibilie ad ospitare centrali nucleari”.
La Centrale di PORTO TOLLE
Da anni, al fianco dei Comitati del Delta, sosteniamo che la centrale di Porto Tolle ha causato gravi danni alla salute dei cittadini e all’ambiente e ci battiamo contro la proposta Enel di riconversione prima a orimulsion ora a carbone.
La condanna di Enel in primo e di recente in secondo grado rappresenta il riconoscimento del reale impatto causato dalla centrale nell’area del Delta ed è il risultato di un’azione ormai decennale che le istituzioni ferraresi – Provincia di Ferrara, Comuni di Mesola e Goro, Parco Del Delta – conducono al fianco dei cittadini delle due sponde del Po. L’aver resistito alle lusinghe di Enel, al contrario delle amministrazioni venete, che si sono ritirate in cambio della conferma dei risarcimenti ottenuti in primo grado, risulta inoltre particolarmente rilevante in quanto questa decisione si colloca nel momento cruciale del procedimento per la riconversione a carbone della centrale.
Il Governo Berlusconi, dI fronte alla indisponibilità della commissione VIA del Ministero dell’Ambiente a concedere la compatibilità ambientale, ha deciso di forzare la mano, approvando una norma specifica che permette di superare il divieto del carbone, contenuto nella Legge Regionale istitutiva del Parco veneto, con l’intenzione di autorizzare un progetto che le amministrazioni emiliane e i cittadini del Delta hanno sempre avversato.
La decisione di andare verso l’approvazione della riconversione carbone, che fa seguito al via libera del Ministro Scaiola alle estrazioni di idrocarburi nell’Alto Adriatico, è la dimostrazione di come il governo persegua un modello energetico ormai superato, irrispettoso dell’ambiente e incurante della volontà delle comunità locali. La scelta del carbone a Porto Tolle è inoltre in netta contraddizione sia con la necessità di ridurre le emissioni di CO2 (a parità di energia prodotta una centrale a carbone emette il doppio di CO2 di un ciclo combinato a metano), sia con l’impegno a rientrare nei limiti di qualità dell’aria stabiliti nell’ultima direttiva comunitaria: le emissioni della centrale di Porto Tolle a carbone, anche con i migliori sistemi di abbattimento, equivalgono a quelle di tutto il sistema produttivo della provincia di Ferrara, Petrolchimico incluso.
La coerenza delle amministrazioni locali nel contrastare questo progetto, insieme alla mobilitazione in Veneto e in Emilia Romagna delle popolazioni interessate, riunite in Comitati, rappresentano l’ultima possibilità di impedire che il progetto venga approvato.
AGROENERGIE
La possibilità di ottenere energia dalle produzioni agricole rientra nelle misure necessarie per rispettare l’Accordo di Kyoto, tuttavia le agroenergie non sono tutte uguali e non sempre sono convenienti in termini energetici, sociali e ambientali, possono infatti creare seri danni al Sud del mondo. Nel corso del 2008 la FAO ha denunciato un aumento di oltre cento milioni delle persone affette da grave carenza alimentare, dato che porta la cifra totale a sfiorare il miliardo, a causa anche della concorrenza che si è venuta a determinare tra produzioni energetiche e produzioni alimentari e dell’enorme aumento dei prezzi dei generi alimentari ad essa conseguente. In Messico, ad esempio, il costo del cibo base della popolazione, la tortillas, è aumentato del 60% in brevissimo tempo grazie al fatto che gli USA acquistano e trasportano il mais messicano per produrre biocarburanti.
La Provincia di Ferrara e i Comuni coinvolti hanno da tempo scelto di respingere tutte le proposte di impianti per la produzione di energia da biomasse di dimensioni consistenti e privi di un legame con l’agricoltura locale; piccolissimi impianti di microgenerazione sono in grado di offrire risposte concrete alla richiesta di energia e alla produzione agricola locale in un sistema di filiera corta chiusa che preveda cioè la produzione agricola locale o, ancora meglio, l’utilizzo degli scarti delle produzioni agricole non utilizzati per arricchire il terreno di sostanza organica, il suo impiego per produrre energia in loco e l’uso della stessa sempre a livello locale. Ma se gli impianti proposti non sono piccolissimi (inferiori a 1 Mwe) ecco che la situazione cambia.
L’esperienza della centrale a biomasse di Bando (20 Mwe) dimostra che impianti di questo tipo possono con grande facilità funzionare da inceneritori. Sulla base di queste considerazioni ribadiamo la nostra contrarietà alle numerose centrali a biomasse proposte e fermate nel corso degli ultimi anni sul territorio provinciale, in gran parte collegate alle ipotesi di riconversione degli zuccherifici, progetti che però sembrano prossimi ad una riproposizione (Copparo e Bondeno) contro la quale ci batteremo di nuovo.
Il protocollo di Kyoto impegna ad agire contemporaneamente su più fronti complementari: risparmio energetico, efficienza energetica della produzione (sostituendo vecchie centrali inquinanti con impianti a turbine a gas a ciclo combinato per ridurre le emissioni, gli sprechi e recuperare calore, ed è appunto questo il ruolo della Turbogas) e degli usi finali, sviluppo e utilizzo di fonti pulite.
In questi anni abbiamo lavorato affinché si adottassero a livello locale misure complessive sui tre fronti: risparmio (utilizzo del “Conto Energia”, modifica dei Regolamenti Edilizi per introdurre norme obbligatorie per nuove costruzioni e ristrutturazioni, campagne di sensibilizzazione e di informazione), efficienza (la Turbogas va a sostituire due vecchie centrali) e utilizzo di fonti alternative (pannelli solari e fotovoltaici installati su numerosi edifici pubblici, facilitazioni per l’installazione dei collettori solari per produrre acqua calda, ampliamento della rete della geotermia).
Il Libro Verde della Commissione Europea del giugno 2005 indica nel risparmio energetico il mezzo più rapido, efficace ed efficiente in termini di costi per ridurre le emissioni di gas serra e per migliorare la qualità dell’aria. L’Italia è in preoccupante ritardo sia nell’avvio di misure per il risparmio energetico, sia nell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
Provincia e Comune di Ferrara da due anni acquistano energia elettrica prodotta unicamente da fonti rinnovabili.
La Provincia di Ferrara ha elaborato il Piano Energetico Provinciale, una Direttiva vincolante che obbliga tutti i Comuni ad adeguare i propri RUE sui criteri per il risparmio e l’utilizzo delle fonti rinnovabili in edilizia; ha realizzato progetti pilota di installazione di pannelli fotovoltaici in 10 scuole e sull’edificio dell’assessorato all’Ambiente; quattro pannelli solari a concentrazione verranno installati presso la “Casa senza frontiere”, prototipo di progetto di costruzione basato sulla bioedilizia, posta nel parco tra ITIS e ITIP; finanziati numerosi progetti per dotare edifici collocati in comuni della provincia di tetti fotovoltaici e termici e in diversi bandi inseriti punteggi specifici per l’utilizzo di materiali della bioedilizia e impianti di riscaldamento basati sulle fonti rinnovabili. Dall’inizio del 2003, presso l’assessorato provinciale all’Ambiente, è stato aperto lo Sportello “ECOIDEA” ( vedi voce specifica) per fornire informazioni e assistenza a tutti i cittadini sulle tematiche ambientali e, in particolare, sul risparmio energetico ed idrico. Nel corso del 2008 la Provincia di Ferrara ha ottenuto la registrazione Emas dell’Ente (mentre il Comune è nella fase finale del processo) che impegna a ridurre ulteriormente i propri consumi energetici.
Il Comune di Ferrara ha modificato il Regolamento Edilizio facilitando l’installazione di collettori solari, approvato nel documento di orientamento per il nuovo RUE la nostra proposta di prevedere per ogni nuova edificazione l’utilizzo di energie alternative e introducendo una norma in base alla quale le concessioni edilizie per nuove costruzioni e per ristrutturazioni vengano rilasciate solo con certificazione di un consumo energetico limitato, in linea con gli altri Paesi europei; approvata anche la proposta di modificare i Regolamenti tributari per facilitare, con sconti sulla tassazione locale, l’utilizzo di energie rinnovabili da parte di cittadini e imprese.
Il Comune ha inoltre esteso la rete della geotermia; il nuovo complesso di edilizia popolare a Barco è progettato con elementi utili al risparmio energetico, l’asilo nido “Ugo Costa”, la scuola materna “L’Aquilone” e la palestra di Pontelagoscuro sono interessati dal progetto di installazione di pannelli fotovoltaici.
Non sottovalutiamo l’importanza di questi interventi, ma nemmeno il fatto che, ad ogni Bilancio, siamo stati costretti, nel Comune di Ferrara, a proporre modifiche e Risoluzioni per anticipare o potenziare azioni relative al risparmio energetico e/o alle energie alternative. Perchè la sensibilità su questi temi non è poi così diffusa.
Nelle proiezioni dell’International Energy Agency le fonti rinnovabili potrebbero arrivare a soddisfare il 20% d’elettricità mondiale al 2020, e il 50% di energia primaria nel 2050. Ancora di più sarebbe necessario fare per impedire che il cambiamento climatico globale possa avere effetti disastrosi e non reversibili. Perché ciò possa accadere occorre garantire i fondi per la ricerca, l’innovazione tecnologica e la sua applicazione commerciale. Occorre dunque attivare una “filiera”.
La filiera delle rinnovabili
Il Consiglio Comunale di Ferrara ha di recente approvato (con il voto favorevole della sola maggioranza) una Risoluzione proposta dai Verdi – collegata all’insediamento della nuova impresa che, all’interno del Petrolchimico, produrrà silicio solare – per far sì che si realizzi una vera e propria filiera legata alle fonti rinnovabili in grado di rappresentare una scelta strategica di avvio di una economia sostenibile nel territorio. Si prevede dunque un progetto elaborato assieme da Enti Locali, Università, categorie economiche che, a partire dalle esperienze già avviate sul solare fotovoltaico a concentrazione del Dipartimento di Fisica dell’Università di Ferrara, consenta di realizzare un insediamento produttivo di pannelli solari e fotovoltaici (verificando anche la possibilità di una riconversione delle realtà produttive oggi in crisi) e un Piano per dotare tutti gli edifici pubblici (a partire dal nuovo Ospedale di Cona), compresi i parcheggi, di solare e fotovoltaico, prevedendo inoltre sgravi consistenti per i cittadini e le imprese che sceglieranno di utilizzare fonti energetiche rinnovabili.
Lo sviluppo di questa filiera è uno dei principali impegni per la prossima legislatura assieme a:
• istituire e potenziare Uffici Energia all’interno di tutti i Comuni ed elaborare il Piano Energetico Comunale di ogni Comune;
• prevedere per l’Agenzia di Ambito anche un ruolo da “agenzia per l’Energia” per coordinare interventi e contributi;
• portare ad attuazione le modifiche dei RUE;
• determinare deleghe specifiche nelle Giunte su questa materia;
• potenziare le campagne sul risparmio energetico;
• concordare con gli ordini professionali e le associazioni di categorie percorsi di formazione e aggiornamento;
• collegare in modo organico, attraverso i nuovi Regolamenti Urbanistici ed Edilizi, i Piani Energetici Comunali con i nuovi Piani Strutturali;
• prevedere una procedura semplificata per l’installazione di pannelli solari (sia termici che fotovoltaici) all’interno del RUE, facilitandone la collocazione anche in Centro Storico (salvi i vincoli urbanistici, storici e architettonici) in particolare favorendo la conversione “solare” di vecchie tettoie (magari ancora in eternit) e consentendo di norma impianti solari completamente integrati sui tetti;
• rinegoziare il contratto di servizio con Hera sull’illuminazione pubblica per introdurre l’utilizzo di Led sia per quanto riguarda lampione che semafori;
• prevedere un concorso di idee per definire un progetto di illuminazione a energia solare di piazza Trento Trieste a Ferrara.
