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HERA E LE ALTRE

Il ruolo del Comune di Ferrara all’interno di Hera S.p.a. di cui possiede il 2,3% di azioni è molto debole. Possedere il 2,3% di azioni di Hera non ha infatti impedito a Hera di avviare la ristrutturazione del settore di gestione del servizio idrico e di depotenziare il Laboratorio Analisi Acqua di Pontelagoscuro, nonostante il parere contrario espresso in più di una occasione dall’Amministrazione e dal Sindaco stesso; possedere il 2,3% di Hera non ha impedito a Hera di aumentare i costi di utenza della geotermia e senza trasparenza; possedere il 2,3% di Hera non ha consentito di rifiutare l’acquisto da parte di ACOSEA Impianti delle quote che aveva Hera in Delta Web (Euro 897.246,00 il costo, a fronte di un utile da Delta Web nel 2006 di ben 27.590,00 euro!); possedere il 2,3% di Hera non ha impedito a Hera di avviare una causa per danni nei confronti del Comune di Ferrara e di ricorrere al Tar contro Provincia e Comune per le caratteristiche dell’autorizzazione al funzionamento dell’inceneritore, dove Hera vorrebbe bruciare molto di più.
In pratica questo 2,3% sembra garantire solo la possibilità di nomine, per altro rivelatesi inutili in un’ottica di difesa degli interessi della nostra comunità.

A dicembre 2007 proponemmo  l’uscita del Comune di Ferrara da Hera S.p.A. La proposta non venne raccolta nemmeno da chi oggi improvvisamente propone la stessa cosa. Tra vendere (o trasferire) le azioni Hera in possesso del Comune di Ferrara a dicembre 2007 e venderle oggi c’è una bella differenza, ed è tutta nelle cifre, nel valore delle azioni Hera (azienda quotata in Borsa), precipitato così come, conseguentemente, il patrimonio del Comune di Ferrara. A riprova del fatto che il denaro e i servizi pubblici non andrebbero mai consegnati ad Aziende quotate in Borsa.
Così, la nostra proposta resta valida, ma per attuarla in modo vantaggioso per la comunità occorrerà attendere che le azioni Hera risalgano.

Abbiamo proposto di uscire da Hera e di utilizzare il denaro per abbattere il debito, controllare davvero la qualità dei servizi erogati, potenziare il ruolo del Comune in Agea Reti e avviare il confronto per riprendere la gestione del servizio idrico.
Hera, al contrario, desidera acquistare la quota azionaria del Comune in Agea Reti e diventare così unica proprietaria delle reti pubbliche del gas. Non lo fa per beneficenza: quello di Hera è un desiderio molto comprensibile e certamente lungimirante. Stessa lungimiranza sarebbe bene avesse l’Amministrazione Comunale che, prima di viversi come azionista Hera dovrebbe vedersi come soggetto che deve agire per il bene comune.

Ora socio di maggioranza (attraverso la Holding) di Agea Reti è il Comune di Ferrara con poco più del 60% (circa 11 milioni e mezzo di euro); circa il 40% (7 milioni e mezzo di euro) è detenuto da Hera.  Agea Reti svolge un’attività limitata alla gestione amministrativa e finanziaria dei beni; la gestione tecnica di reti e impianti è a carico di Hera che paga ad Agea Reti  un canone annuo per utilizzo delle reti pari a circa 2 milioni di euro; il consuntivo 2006 ha distribuito ai soci 475.315,00 euro e  l’utile è stato di 48.805,00 euro.
Potenziare il ruolo del Comune in Agea Reti, come noi proponiamo, è una scelta strategica determinata dalla consapevolezza che già ora, ma sempre di più in futuro, sarà essenziale mantenere la proprietà pubblica locale delle reti infrastrutturali a garanzia dell’approvvigionamento del gas, di costi sull’utenza non in costante crescita, per assicurare entrate pubbliche sempre certe e, come l’Unione Europea chiede, la concorrenza, messa ovviamente a serio rischio se lo stesso soggetto è sia proprietario delle reti sia affidatario dell’erogazione del gas.
L’acquisto da parte del Comune della quota azionaria di Agea Reti detenuta da Hera, attraverso la cessione di parte delle azioni di Hera possedute dal Comune di Ferrara, garantirebbe una azienda interamente di proprietà della città con entrata certa, per sempre, del canone di utilizzo delle reti e la disponibilità dell’intera quota residua distribuibile; inoltre,  azzerando i mutui e agendo su altre voci è possibile ottenere ulteriori economie a vantaggio della Holding Ferrara Servizi, al 100%  di proprietà del Comune.
Siamo davvero convinti che si debba andare in questa direzione così come che occorra iniziare a ragionare su di un percorso locale che consenta in futuro ad Acosea Impianti di gestire il servizio idrico (vedi voce “Acqua Bene Comune”) acquisendo questo ramo da Hera, come deciso per il servizio Verde, passato da Hera ad AMSEFC.
Pur essendo stati l’unico gruppo in Consiglio Comunale a votare contro la fusione di Agea – Acosea in Hera, abbiamo lavorato in questi anni affinchè il ruolo del Comune venisse potenziato, perchè la stessa Sot diventasse più forte; abbiamo, assieme alle altre forze di maggioranza, dato mandato  per tentare accordi con gli altri Enti pubblici soci per rafforzare il Patto di Sindacato. Dopo cinque anni e di fronte alle scelte di Hera, (e consapevoli del rischio concreto di ulteriori fusioni e dell’eliminazione anche dell’obbligo di proprietà pubblica al 51%) è davvero illusorio pensare che la situazione possa migliorare.
Gli interessi di Hera S.p.a. e quelli del Comune, cioè di tutti i cittadini, sono molto spesso, quasi sempre, conflittuali tra loro.
Gli svantaggi per il Comune sono evidenti, ma il più consistente è determinato dall’avere grandi risorse economiche inutilmente bloccate in Hera.

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