La pianificazione urbanistica delle città e della costa
La legislatura appena conclusa ha visto compiersi scelte strutturali per il nostro territorio. La legge regionale 20 del 2000 ha imposto l’elaborazione di Piani Urbanistici Strutturali comunali o intercomunali in sostituzione dei vecchi PRG e i nuovi strumenti sono oggi avviati ad adozione (già adottato e ne è prevista la definitiva approvazione entro aprile 2009 solo il PSC del Comune di Ferrara). Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per garantire il rispetto della normativa regionale in materia di limiti al consumo di territorio e alla valorizzazione e tutela delle risorse naturali.
Il Comune di Ferrara ha definito l’assetto urbanistico futuro della città prevedendo interventi complessivi sulle Aree di via Darsena (opportuno rivedere il progetto per mantenere la piccola arena ed eliminare il nuovo Palazzo previsto sul lungo fiume), ex MOF, Palazzo degli Specchi, Foro Boario e interventi relativi soprattutto al Centro Storico attraverso il Piano Speciale d’Area. Approvato inoltre da Provincia, Regione e Comuni coinvolti nel tracciato il progetto definitivo dell’Idrovia dando priorità agli interventi di sistemazione e riqualificazione delle sponde e delle aree attorno al fiume.
Il PSC del Comune di Ferrara.
Adottato nel settembre 2007, dopo un lunghissimo percorso partecipato, il Piano Strutturale del Comune di Ferrara si è poi aperto alle osservazioni dei cittadini e a quelle della Provincia; il 3 dicembre 2008 il Consiglio Comunale ha approvato la delibera di decisione su queste osservazioni ed entro aprile 2009 è prevista l’approvazione definitiva.
Le osservazioni accolte totalmente o in parte non hanno modificato la filosofia del Piano che resta basata sul recupero e la riqualificazione dell’esistente, sul potenziamento delle aree a bosco e a verde pubblico, sulla difesa delle aree agricole. Ci sono anche “sbavature”, termine con il quale noi Verdi identifichiamo le comunque troppe aree di espansione residenziale e produttiva, tuttavia consideriamo quanto ottenuto, davvero con grande fatica perché come abbiamo denunciato in più occasioni i tentativi di impedire che si giungesse a questo punto sono stati numerosissimi e molto trasversali, un buon risultato.
Accolti alcuni emendamenti presentati dal gruppo consigliare dei Verdi in fase di adozione e accolte, se pure parzialmente, diverse osservazioni presentate dall’Associazione Comunale dei Verdi (non vi sono state osservazioni nè di altri partiti nè delle associazioni) nella fase successiva: in prossimità del casello Ferrara Sud ci saranno 17 ettari di bosco (la nostra richiesta era di 50); le dimensioni del Borgo Solare a Nord Est vengono ridotte così come di altri insediamenti previsti; l’attuale stadio non verrà più trasformato (in caso di un suo spostamento) interamente in case; ampia area di riqualificazione ambientale nella zona Est come proposto dal Comitato Parchino Schiaccianoci; smantellamento del vecchio inceneritore di via Conchetta e nuova classificazione dell’area a verde che entra a far parte del Parco Urbano. E’ stato inoltre approvato l’emendamento presentato da noi Verdi e richiesto anche dall’intero Consiglio della Circoscrizione Centro, per garantire un carico urbanistico per l’area del Sant’Anna (quando verrà trasformata) inferiore all’attuale.
Approvate anche le due Risoluzioni presentate dai Verdi. La prima è relativa al “tunnel” di collegamento previsto in PSC tra ponte Caldirolo – via Capodistria – via Ravenna, oggetto di circa 400 osservazioni purtroppo respinte, e invita il sindaco e la Giunta a “dar corso a tutti gli altri interventi previsti prima di avviare qualsiasi atto in relazione all’ipotizzato collegamento stradale”.
La seconda Risoluzione impegnava ad agire in tutte le sedi e in collaborazione con le associazioni di settore, perchè venisse ripristinata interamente la possibilità del bonus del 55% per gli interventi per il risparmio energetico in edilizia.
Siamo dunque soddisfatti sapendo quanto sia stato faticoso respingere i tentativi di lasciar campo libero alle speculazioni. Restano, tuttavia, due elementi di riflessione critica. Nell’estate del 2007 rivolgemmo un appello a tutte le forze di maggioranza perchè scegliessero di rendere esplicite e trasparenti le loro volontà attraverso la presentazione di osservazioni pubbliche al Piano. Noi lo abbiamo fatto, ma nessun altra forza ha risposto all’appello e così il percorso di alcune scelte non si può certo dire che sia stato trasparente ed è un peccato, un’occasione perduta.
La seconda riflessione riguarda la necessità di far crescere la cultura della sostenibilità di cui il risparmio di risorse, a partire dal risparmio di territorio, è parte essenziale. Il percorso di questo PSC ha infatti evidenziato che ancora troppi vorrebbero una pianificazione territoriale basata sulla convinzione di avere a disposizione risorse illimitate, come se ci si potesse permettere di costruire all’infinito. C’è dunque ancora molto da fare per far crescere una nuova cultura nel Centro Sinistra e i passaggi successivi (Poc e Rue) saranno tappe fondamentali per garantire l’attuazione corretta e trasparente del PSC.
Impegno assoluto, infine, per fermare il “Piano Casa” del Governo Berlusconi, in grado di dare il colpo di grazia al territorio.
La Costa
Abbiamo trascorso questa legislatura a denunciare l’assenza di pianificazione e ad avanzare proposte concrete per fermare i provvedimenti peggiori, legati al PRG di Comacchio. L’espansione edilizia sulla costa è giunta a livelli tali da rischiare di compromettere, in maniera non più reversibile, i delicati equilibri ecologici della zona. Per questo è necessario valutare con la massima attenzione ogni intervento di nuova edificazione e di trasformazione del territorio.
Il Piano Regolatore di Comacchio non ha rappresentato la necessaria inversione di tendenza rispetto ai processi distruttivi che hanno caratterizzato le stagioni passate. Se pure migliore della proposta iniziale, il piano approvato non ha arrestato la costruzione di seconde case e l’ulteriore cementificazione del territorio e non ha innescato né la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, né la riconversione dell’offerta turistica verso la ricettività alberghiera. Permangono inoltre forti pressioni a moltiplicare gli interventi nelle residue aree libere, comprese quelle protette e ad elevato valore ambientale, in una logica che antepone gli interessi dell’industria edilizia alle attuali necessità dell’attività turistica, che si basano invece sulla difesa delle caratteristiche ambientali e culturali del territorio. Qualsiasi ulteriore intervento, se contribuisce alla perdita di qualità ambientale e all’omologazione del territorio, determina una sua diminuzione di valore e quindi di capacità attrattiva. Occorre evitare nuove lottizzazioni, soprattutto in aree a pineta, e difendere le dune ancora esistenti. Indispensabile, inoltre, recuperare l’edificato balneare esistente costruendo anche dei percorsi con i gestori che consentano di qualificare in direzione sostenibile gli stabilimenti stessi (risparmio energetico, utilizzo dei riduttori di flusso per l’acqua, utilizzo della bioedilizia nelle ristrutturazioni).
Il nuovo PSC di Comacchio, che il Comune e la Provincia hanno deciso di elaborare congiuntamente alla variante del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) della costa, è l’occasione per un cambiamento radicale: non la possiamo perdere.
In un prossimo futuro per la nostra costa sono previsti numerosi interventi : la parte terminale dell’idrovia (siamo contrarissimi al progetto devastante presentato di recente che vorrebbe utilizzare l’idrovia per ricoprire di cemento Lido degli Estensi), la E55 (se la si vuole realizzare occorre modificare il traciato per difendere il Mezzano) e il sottopasso del portocanale (vedi voce “Mobilità – infrastrutture), progetti che non riteniamo certo prioritari in epoca di crisi.
Occorre un confronto trasparente e in grado di coinvolgere davvero tutti i soggetti per evitare che gli interessi più “forti” possano prevalere ancora una volta sulle esigenze e sui diritti di tutta la collettività.
