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MOBILITA’ SOSTENIBILE

Biciclette Pubbliche, Autobus, Ferrovie

Nel corso della legislatura è stato approvato il Pum (Piano Urbano della Mobilità), la fusione tra le Aziende del Trasporto Pubblico di Ferrara (ACFT) e Bologna (ATC), sottoscritti  l’Accordo regionale per rilanciare il Trasporto Pubblico Locale e la Mobilità sostenibile e l’Accordo regionale sulla Qualità dell’Aria; si è inoltre avviato il progetto delle “Biciclette pubbliche”, celebrato l’Anno della Bicicletta, avviata la realizzazione di nuovi parcheggi, iniziata la sperimentazione di chiusura dell’asse Cavour – Giovecca. Per la prossima legislatura l’impegno è realizzare il Pum, a partire dagli interventi apparentemente più piccoli, ma essenziali per migliorare la qualità della vita di tutti: messa in sicurezza dei passaggi ciclopedonali, completamento delle ciclabili, realizzazione delle corsie preferenziali per gli autobus; sperimentazione dei 30 km orari in zone della città adiacenti a scuole e parchi; aumentare le facilitazioni e gli abbonamenti gratuiti ai mezzi di trasporto pubblico per i cittadini in difficoltà economica; avviare le nuove reti ferroviarie; trasformare in piste ciclabili i vecchi tracciati ferroviari inutilizzati; Promuovere attività volte all’incremento della mobilità dolce, come i percorsi casa scuola sicuri; istituire un nuovo settore nell’ambito del Piano della Sosta, onde permettere oggi l’individuazione di aree di sosta per residenti nello spicchio di città murata a nord-est (Giovecca-porta Mare) e nello stesso tempo favorire l’accesso dall’esterno alle strutture (scuole, asili, università, ospedale); avviare un piano parcheggi biciclette cittadino, come quello realizzato dalla Circoscrizione Centro Cittadino, arricchendo la città di nuovi posti per posteggiare le biciclette liberando i marciapiedi per i pedoni.

La mobilità urbana

Nelle città non ha ancora assunto il rilievo che dovrebbe avere nel dibattito politico nazionale e fatica ad imporsi a livello locale.
Ne è riprova la cronica assenza di risorse pubbliche destinate a questo impegnativo tema. Il Libro verde pubblicato della Comunità Europea : “verso una nuova cultura della mobilità urbana”. L’aumento esponenziale del traffico nelle città ha effetti dirompenti sulla vivibilità degli ambienti urbani si in termini di tempo e di inquinamento ambientale (il traffico urbano rappresenta il 40% nelle emissioni di CO2).
Nella nostra città i fenomeni si vanno accentuando sebbene circa il 30 % degli spostamenti avvenga sulle due ruote, anzi alcune caratteristiche del rapporto fra domanda di mobilità e contesto urbano ne aumentano la portata.
Da un lato il centro storico esteso della città ospitando  un patrimonio di inestimabile valore storico  e monumentale che ha pochi eguali, è più fragile e vulnerabile di altre città; dall’altro il traffico urbano monopolizzato in grande misura dall’uso dell’auto privata, in misura ben superiore alle medie, rappresentano il  terreno su cui si giocherà la sfida culturale e politica dei prossimi anni. Sarebbe auspicabile che, per la sua influenza sulla qualità della vita e per le sue dimensioni di fenomeno economico/ecologico di larga scala si potesse individuare nelle politiche nazionali qualche indicazione, ma non è così, al contrario a fronte della crisi economica incombente si trasferiscono nuovamente risorse all’industria dell’auto e non si promuovono politiche a favore del trasporto urbano.

Gli obiettivi per noi sono:

•    rinnovamento e sviluppo del trasporto collettivo;
•    promozione della mobilita’ lenta e delle alternative all’uso dell’auto privata;
•    governo degli accessi e strumenti dissuasivi ;
•    nuove forme di logistica urbana ;
•    applicazione dei sistemi tecnologici di info mobilita’;
•    coordinamento e pianificazione degli interventi;
•    disponibilita’ e coerenza nei finanziamenti;

Un ulteriore elemento su cui impegnare il lavoro dei prossimi anni riguarda la “cultura della mobilità urbana”; ogni iniziativa che viene intrapresa può sembrare estemporanea ed inefficace se non viene inquadrata in un piano di cui siano chiari i termini ed i tempi facendo premio sulla maturazione della coscienza dei cittadini verso una mobilità sostenibile. Questo vorrà dire modificare le  pratiche ed i  comportamenti che, sommati, producono quei fenomeni di degrado, di congestione ed inquinamento che ognuno denuncia ma fa dipendere da scelte di altri.
Lo scarso senso civico tende a giustificare quella sorta di “prevaricazione” sui soggetti deboli della mobilità con comportamenti pericolosi, e con la oggettiva occupazione di spazi pubblici che potrebbero avere altre vocazioni. Occorre certamente puntare a far salire il “livello comune di riprovazione “ sociale verso questi comportamenti e queste modalità del muoversi ma anche verso quelle opere sbagliate e diseducative che condizionano pesantemente l’uso delle risorse.

Il Piano Urbano della città di Ferrara
E’ un progetto di sistema la cui realizzazione dovrà trovare nella prossima legislatura sia gli strumenti operativi che le risorse necessarie.
In un quadro di risorse pubbliche calanti occorre che le scelte da fare siano sempre più oculate e quindi strettamente connesse al disegno urbano definito da Piano quindi:
•    ricongiunzione della maglia viaria esistente;
•    ricongiunzione della maglia ciclabile nei punti di sofferenza;
•    corona di parcheggi intermodali alla cintura urbana ;
•    trasporto collettivo veloce e frequente;
•    controllo egli accessi merci

La mobilità lenta
E’ più del 30 % degli spostamenti e rappresenta una reale alternativa negli spostamenti urbani di breve e media distanza. Lo spazio di crescita di questa modalità è assai ampio tuttavia non corrisponde un altrettanto ampio spazio nelle politiche. Non si tratta solo di incrementare i km di pista ciclabili, o di estendere le ZTL , si tratta di comprendere lo squilibrio che esiste tra chi si muove con poche tutele o chi si muove con auto o moto spesso senza il rispetto delle normali regole civiche.
Sotto questo aspetto vanno quindi promosse politiche che direttamente incidano sui comportamenti degli automobilisti aumentando i controlli e le sanzioni ed utilizzando strumenti di mitigazione della  loro velocità. L’organizzazione degli spazi urbani e le norme dei RUE devono prevedere espressi vincoli nelle nuove urbanizzazioni sia in termini di standard che di servizi richiesti.

Infrastrutture
Vanno finalmente destinate maggiori risorse alla mobilità su ferro  privilegiando il trasferimento delle risorse per le nuove strade a favore di nuove ferrovie: Ferrara Copparo, Ostellato Comacchio e del collegamento della linea Bondeno Ferrara alla Metropolitana di superficie; occorre rivedere la scelta del materiale rotabile destinato alla metropolitana di superficie prevedendo la scelta di mezzi leggeri adatti a muoversi sulla linea ferrata ma anche nel centro della città (es. : Tram Treno). A livello di strade è necessario completare la Statale 16.
Al contrario occorre contrastare  la realizzazione di alcune infrastrutture di livello provinciale ed indicato un diverso utilizzo delle risorse impegnate, in particolare:
la realizzazione della 3^ corsie dell’A13 nel tratto Bologna – Padova la cui conseguenza immediata sarebbe quella di moltiplicare gli effetti negativi sul territorio di un asse viario riservato a fronte mentre è assai necessario destinare quelle risorse a finanziare l’Accordo di programma tra le regioni Veneto ed Emilia per realizzare il Nuovo Ponte sul Po che rappresenta la vera alternativa all’attuale attraversamento (ormai urbano) di Pontelagoscuro.
Non deve essere trasformata in autostradale la Super strada Ferrara Mare (certo non nel tratto sino all’ospedale di Cona poiché la conseguenza immediata sarebbe quella di rendere necessaria una strada complanare per l’accesso a quella struttura) perchè rappresenterebbe un danno per la comunità locale. Continuiamo a contestare il tragitto attualmente previsto per la realizzazione della E55 in quanto, nel silenzio dei più, sta prevalendo la soluzione più invasiva del territorio provinciale e del suo equilibrio ambientale.
Occorre evitare di impegnare risorse enormi per trasformare il ponte sul porto canale di Porto Garibaldi in un sottopasso.

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