Con il Programma del 2004 ci eravamo impegnati a ottenere l’istituzione anche a Ferrara della figura del “Garante delle persone private della libertà personale”. L’impegno è stato attuato. Compito di questa figura (a Ferrara è stata eletta dal Consiglio Comunale una donna) è principalmente quello di essere garante dell’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali da parte dei detenuti con particolare riferimento ad alcuni diritti fondamentali, a partire dalla salute. Il Garante può inoltre promuovere iniziative di sensibilizzazione pubblica, una delle quali si è tenuta a Ferrara a fine 2008, e mantenere una stretta collaborazione con le istituzioni locali, e tutto il mondo dell’associazionismo e del volontariato che opera nel carcere. Non è un ruolo semplice e continuerà a non esserlo fino a che non verrà approvata una specifica legge nazionale che ne definisca i compiti e le competenze. Il rapporto di collaborazione con gli Enti Locali dovrà certamente essere rafforzato affinché il/la Garante possa svolgere al meglio il suo ruolo e contribuire al superamento della barriera tra carcere e territorio. Ed è ugualmente necessario un maggiore impegno degli Enti locali per facilitare il lavoro nel carcere ferrarese alle diverse associazioni. Il modello bolognese in questo senso può rappresentare un importante punto di riferimento.
Nel corso del 2007 l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Ferrara ha realizzato il progetto “Casa circondariale sostenibile” vincendo, nel 2009 il 3° premio nell’ambito di un concorso nazionale bandito dal Ministero della Giustizia.
Coerentemente con il più ampio concetto di sviluppo sostenibile, il progetto coniuga le attività di informazione ed educazione ambientale con attività sociali: dalla raccolta differenziata al concorso letterario “Innocenti evasioni”, dalla formazione ambientale, alle buone pratiche di utilizzo dell’acqua, al teatro. L’obiettivo del progetto era inserire le tematiche dello sviluppo sostenibile nel percorso di rieducazione alla cittadinanza per i detenuti affinché al loro rientro in società siano consapevoli dei corretti comportamenti ambientali che sono richiesti a tutti i cittadini.
E’ stata elaborata una guida che ne faciliti la replica anche in altri territori. La Provincia sta inoltre avviando una attività di recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici, all’interno del carcere e in collaborazione con il privato sociale e con il gestore del servizio rifiuti, per consentire una attività lavorativa ai detenuti.
