I provvedimenti assunti dal Governo Berlusconi nei confronti dei cittadini extracomunitari e anche di cittadini comunitari (ad esempio i rumeni) sono odiosi e pericolosi, finalizzati ad alimentare un clima razzista e xenofobo, a creare ostilità verso gli stranieri, regolari e irregolari, a rendere più difficile e insicura per tutti la convivenza. Gli atti criminali registrati sempre più spesso nei confronti di cittadini stranieri non vengono riconosciuti come razzisti dal Governo; gli atti criminali compiuti da cittadini stranieri vengono stabilmente presentati come atti compiuti non da singoli individui, ma da intere comunità o etnie. I continui richiami e denunce della UE restano inascoltati e intanto cresce la percezione dell’intolleranza come fatto normalmente accettato.
Uno Stato sempre meno laico come quello italiano pretende di imporre l’abbandono di abitudini e tradizioni legate a religioni diverse dal quella cattolica in nome di una “laicità” che però non riesce ad applicare a se stesso.
Per pretendere il rispetto delle regole occorre garantire il rispetto dei diritti. E non sta accadendo. Per uscire da questa situazione, da questo clima, per assicurare maggiore sicurezza per tutti, scelte condivise, convivenza civile, è necessario rivalutare le politiche di integrazione per garantire l’inserimento dei cittadini stranieri nel territorio.
La convinzione che fosse necessario cominciare a dare spazi reali di autonomia e partecipazione alle comunità straniere ci ha portato a proporre (purtroppo inutilmente perchè alcune sentenze relative ad altri Comuni hanno fermato la proposta) di riconoscere ai cittadini stranieri il diritto all’elettorato attivo e passivo per le elezioni circoscrizionali, ma anche di attuare due organismi previsti dagli Statuti di Comune e Provincia di Ferrara: Il Consiglio delle Comunità straniere del Comune di Ferrara e la Consulta delle Comunità straniere della Provincia di Ferrara. Entrambi gli impegni sono stati realizzati e i due organismi, eletti dai cittadini stranieri, operano ormai da due anni con risultati molto positivi, soprattutto il Consiglio (la Consulta è stata riunita pochissime volte).
Riteniamo che queste importanti esperienze – finalizzate favorire la partecipazione dei cittadini stranieri immigrati alla definizione delle politiche locali, come prevede la Convenzione di Strasburgo – vadano sostenute e ampliate nella prossima legislatura (rendendo la Consulta più autonoma di quanto sia ora) e che inoltre occorra un impegno diretto degli Enti Locali per:
• garantire ai cittadini stranieri parità di accesso ai servizi informativi, sociali e sanitari, anche attivando forme di mediazione linguistica e culturale;
• sostenere l’integrazione scolastica e sociale delle bambine e dei bambini stranieri;
• respingere i provvedimenti del Governo Berlusconi (Decreto Sicurezza, possibilità di denuncia per i medici, classi differenziate etc..)
• superare, in un rapporto di collaborazione con la Questura, la contraddizione che vede da un lato Regolamenti Comunali per l’accesso alle case popolari coerenti con la legge che prevede la possibilità di assegnazione a cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno della durata di almeno due anni e permessi di soggiorno esclusivamente annuali rilasciati dalla Questura;
• maggiore sostegno alle iniziative di servizio (mense, centri informativi, assistenza legale e amministrativa);
• potenziamento dei corsi di alfabetizzazione e di perfezionamento della lingua italiana, corsi di formazione professionale;
• sostegno alle iniziative di carattere culturale e artistico che costituiscano momenti di confronto tra culture diverse;
• sostegno alle associazioni che operano in questo campo, e in particolare a quelle che offrono assistenza anche ai cittadini stranieri irregolari.
E’ necessario inoltre che gli stessi Enti Locali si impegnino per modificare le attuali normative e, in particolare:
• rinnovare la disciplina degli ingressi e del soggiorno dei migranti garantendo la necessaria flessibilità;
• superare il collegamento tra soggiorno e mantenimento del posto di lavoro, che rende i migranti estremamente ricattabili e li confina in una condizione semi – servile;
• cancellare dalla legislazione italiana l’istituto della detenzione amministrativa che si realizza nei Centri di Permanenza Temporanea, luoghi di vera e propria sospensione dei diritti;
• approvare con urgenza una legge che garantisca il diritto d’asilo, in applicazione dell’art.10 della Costituzione;
• una legge nazionale per riconoscere ai cittadini stranieri il diritto all’elettorato attivo e passivo nelle elezioni amministrative.
Popoli Nomadi
Occorre intervenire per offrire sostegno alle iniziative finalizzate all’accoglienza e all’integrazione sociale, linguistica, lavorativa e, per i minori, scolastica; e attivare delle “unità di strada” per sottrarre, di concerto con le famiglie, i minori alla pratica dell’accattonaggio e restituirli alla loro infanzia ed alla scuola. Necessario inoltre prevedere aree di sosta attrezzate e iniziative di sensibilizzazione della popolazione sulla cultura millenaria di questi popoli.
